Caserta, 19 Dicembre. Si è svolto martedì 19 Dicembre il primo dei tre
appuntamenti con la "musica dal mondo" che vedono come insolito scenario quello
della Chiesa di S. Anna a Caserta.
Pochi gli spettatori (grazie ad una insufficiente e tardiva pubblicità) che
hanno avuto la possibilità di ascoltare Sheikh Ahmad Al-Tûni, uno dei maggiori
munshid egiziani.
Con lui cinque musicisti, alcuni figli d'arte, che hanno accompagnato
l'ottantaquattrenne cantore con gli strumenti tradizionali che sono legati a
questo tipo di canto: il liuto (oud), il flauto (qawal), due tipi di
tamburrello piccolo e grande (riqq e duff) e un tipo di djembe (strumento a
percussione)
Il concerto è stato breve ma senza un attimo di pausa e si è percepito
perfettamente la concentrazione e l'affiatamento che questo tipo di canto
richiede.
Infatti c'è un continuo scambio di melodia fra chi canta e i musicisti e,
anche se non abbiamo compreso nulla del testo, la gestualità (il continuo
indicare con il dito verso l'alto o le palme rivolte verso l'alto) faceva
intendere la sacralità del canto.
Ne abbiamo avuto conferma infatti a fine spettacolo, quando abbiamo potuto
scambiare due parole con Sheikh Ahmad Al-Tûni: le liriche sufi sono spesso a
carattere sacro e quelle scelte per questo concerto hanno avuto per soggetto i
"grandi profeti" fra i quali Gesù e Mosè.
L'augurio che termina questo resoconto è che questi "scambi" culturali e
religiosi possano essere attuati in tutto il mondo in modo libero e nel pieno
rispetto della dignità dell'uomo e non solo il Natale sia il momento in cui ci
accorgiamo di chi vive insieme a noi
Musiche migranti ed altro per Natale
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