Emanuele Di Simone

Abell Kinane

Fabio Brescia

Neri Tulipani

Alessandro Piazzolla

Arape’ e zitto!

L’uomo dei boschi

Ulisse, il folle volo

Umberto Squittieri

Angelo Callipo

Cara Kitty... Anna Frank

Settantuno

Giornalisti quasi disoccupati

Gennaro Morrone

E. Elefante, V. Battarra

Gino Accardo

Michele Papale

Sally Cangiano

Viviana Miele

Angelo Barricelli

 

Gio Vescovi

 

Piccolo Teatro CTS: 24 stagione teatrale

Caserta - Dal 25 Novembre 2023 al 5 maggio 2024

Comunicato stampa

sabato 9 novembre, ore 21, "Ho scritto il silenzio, le parole nude di Arthur Rimbaud" di Antonio Mocciola
con Emanuele Di Simone per la regia di Giuseppe Brandi.
10 luglio 1873, un afosissimo pomeriggio in una stamberga di Bruxelles. Verlaine e Rimbaud, amanti poeti, nudi e sfiniti dall’alcool e dalle droghe, hanno un ennesimo litigio. Paul spara ad Arthur, due colpi. Il primo lo ferisce al polso, il secondo va a vuoto. Spaventato dal suo stesso gesto, Verlaine fugge. Rimbaud, sotto shock, resta in camera per ore, a osservare il sangue fluire, come in un estatico dolore. E’ così che comincia “Non più tuo, Rimbaud”, il monologo rovente che Antonio Mocciola scrive e dirige e che interpreta Emanuele Di Simone. In una sorta di lettera-flusso di coscienza, Rimbaud scrive – come sotto dettatura in trance – al suo amato assassino, decidendo finalmente di staccare la spina a una relazione tossica.
Emanuele Di Simone, completamente nudo per tutto lo spettacolo, incarna la sofferenza e la follia del giovane poeta maledetto, in un alternarsi di lucidità e perdizione che non può non chiudersi con uno dei due soli atti di volontà di quello che Verlaine soprannominò “L’uomo dalle suole di vento”. L’ultimo, quello fatale, sarà imbarcarsi per l’Africa, dove si ammalerà per morire poi a soli 37 anni. Paul Verlaine lo raggiungerà 5 anni dopo.
domenica 10 novembre, ore 19, Francesco Petrillo in "Mal d'aurora", scritto da Antonio Mocciola con la regia di Giuseppe Brandi.
Racconta la storia del poeta francese, di origine uruguaiana, Lautréamont, pseudonimo di Isidore Lucien Ducasse, considerato il predecessore fra i poeti maledetti francesi. In questo testo viene raccontata la sua breve esistenza, mettendo in luce la sua genialità "maledetta", le sue debolezze e fragilità (per tutto lo spettacolo l'attore reciterà completamente nudo) e il rapporto col suo paese d'origine e la figura materna. Il Lautréamont di Mocciola ha un ritratto lunare, quasi licantropesco, che aspetta e teme l’aurora incombente, cantando all’infinito il suo male di vivere, flirtando con la morte. Morte che lo aggredirà in circostanze misteriose, in una squallida stanza d’albergo, in un’alba qualunque, a 24 anni, nel 1870. L’anno dopo s’incontreranno Verlaine e Rimbaud, raccogliendo l’eredità artistica di un ragazzo geniale e sfortunato. Il seme era gettato, i fiori del male potevano crescere belli, e ribelli.
sabato 23, ore 21, domenica 24 novembre, ore 19. Fabio Brescia in "Perle Rare"
Fabio Brescia, attore e scrittore di talento vive un intenso periodo artistico tra teatro, cinema e scrittura, ecco alcune sue considerazioni: i miei maestri sono stati Luisa Conte, Carlo Giuffrè, Giacomo Rizzo, e loro mi hanno insegnato tanto, ed io sono un attore molto legato alla loro scuola. Quindi canto e recito senza microfono, sopratutto dove gli spazi mi consentono di arrivare bene a tutta la platea. Perle Rare è uno spettacolo che mi consente di entrare in contano con il pubblico discutendo di tematiche di grande attualità. Prendo spunto dalle storie che ci passano accanto, anche da quelle che viviamo in casa a cui non prestiamo grande attenzione, a cui non tendiamo la mano. In un'ora e trentacinque minuti di lavoro, interamente scritto da me, il pubblico ride tantissimo, pur affrontando, tematiche serie, e penso all’intolleranza verso il prossimo alla protervia di tanti che pensano di essere unici al mondo. Per me bisogna avere sempre rispetto per gli altri. Un’altra bella esperienza nel cinema è stata quella di aver partecipato al film “Eterno Visionario” scritto, diretto ed interpretato da Michele Placido con Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi, ecc.. Dopo l’ombra di Caravaggio torno a lavorare con Michele Placido in una produzione Goldenard. Lavorare con loro è stato bello, fanno sembrare facile quello che non lo è. Sono stato sul set per dieci giorni e, pur interpretando scene forti ed impegnative, il lavoro è stato meraviglioso. Questo accade per il grande rispetto che Placido ha per gli attori in generale, poi noi due abbiamo uno splendido rapporto. Lui si confronta tanto con gli attori, li ascolta sempre.
30 Novembre, 1 e 7 Dicembre, Gino Accardo In "Indifferentemente"
Viaggio nella canzone classica napoletana. La canzone classica napoletana, con Accardo, trova un interprete di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi della cultura canora napoletana. Gino Accardo nasce al Vomero. In alcune sue incisioni, brani di sua composizione, dove è viva, presente e più che mai radicata l'ispirazione alla figura paterna, fino al punto che Gino gli rende omaggio scrivendo un brano dal titolo Quannè sera. Accardo, un accurato conoscitore dei motivi della tradizione canora napoletana dal duecento al novecento. Roberto Murolo, che lo ha sempre stimato volendolo al Suo fianco, scrive tra l'altro in una lettera: “…..ricorda Gino, che Napoli ha bisogno di giovani come te che porti avanti la vera cultura classica napoletana…” E’ stato protagonista in molte trasmissioni televisive: La Vita In Diretta (Rai uno) Uno Mattina (Rai uno) Serata d'onore (TMC) Stelle del Mediterraneo (Rete 4) Il Canta Giro (Rai International) Premio Calabria (Rai Tre) Miss Italia in Campania (Rai uno) Il riconoscimento maggiore alle straordinarie qualità canore/artistiche vengono premiate quando ha l'onore di cantare nel concerto al Campidoglio davanti al Presidente della Repubblica Italiana il Dr. Carlo Azeglio Ciampi.
7 e 8 Dicembre, Angelo Bove in "Faber la leggenda"
Presentato, cantato e interpretato da A. Bove
14 e 15 Dicembre, Nicoletta Severino in "Neri tulipani"
Un evento di danza realizzato dalla Attitude, un concerto danzato con musiche e parole. In scena Mario Severino e Nicoletta Severino, che ha curato anche le coreografie di questa pièce. Lo spettacolo attraverso una fusione tra la musica, le parole e l’azione danzata si propone dare forma a momenti intimi, rappresentare emozioni intime, dare esteriorità all’interiorità.
venerdì 20 dicembre, ore 16:30 e 18:30, spettacolo dei burattini di Natale.
Per informazioni e per la prenotazione obbligatoria contattare tramite WhatsApp al numero 328.8916325.
Ci saranno personaggi come il Grinch, Babbo Natale, la Befana e altri personaggi. È molto coinvolgente con un messaggio di cambiamento nel periodo più atteso per i bimbi: il Natale.
21 e 22 Dicembre, Teatro Fantàsia in "La mia vita nell’arte"
di e con Alessandro Piazzolla
sinossi: già dal titolo è chiaro che si parla di un artista e della sua vita. Quello che non è chiaro è di quale arte si occupi questo artista. Una scenografia essenziale. ln scena c'è solo una sedia che si confonde tra i due ambienti dove viene collocata la storia. Uno immaginifico che vive nel passato e uno reale e presente. Un testo che a tratti sembra un testo bohemienne ma che si rivela moderno con telefonini e videocamere piazzate ovunque. Lo spettacolo viene vissuto in maniere insicura e burlesca, quasi sopra alle righe nella sua totale interpretazione. La fredda sicurezza della realtà arriva come un pugno nello stomaco e quella incertezza iniziale del protagonista diventa una cinica astuta presunzione e crudeltà nel finale. Qui tutto viene raccontato in maniera distaccata e ogni risata iniziale viene riscoperta in una nuova chiave. Ogni risata rubata durante tutto lo spettacolo torna indietro alla fine come un fantasma che urla. Uno spettacolo vivo, che cambia in ogni replica in base alla risposta del pubblico, parte viva dello stesso, è riduttivo chiamarlo monologo, sarebbe più preciso definirlo uno spettacolo dove il pubblico diventa attore e l'attore diventa un regista di tutti i presenti.
28 e 29 Dicembre, Compagnie Maschere Nude in "Arape’ e zitto!!!"
Regia di E. Sasso
Nel cuore del Vomero, un lussuoso attico diventa il palcoscenico di una commedia romantica avvincente, dove la vita di due coppie viene messa sotto la lente d’ingrandimento dell’amore, del tradimento e delle incomprensioni. Scritto, diretto e interpretato con maestria da Ernesto Sasso, “Arape ‘e zitto!!!” promette di regalare al pubblico una miscela perfetta di risate, riflessioni e lacrime. Ecco il cast completo: Il Chirurgo di Fama Mondiale, Interpretato da Francesco Saverio Tisi, è un personaggio di successo, ma la sua vita personale si svela piena di intricati intrecci amorosi; Lo Scrittore interpretato da Antonio Barbato, dà vita allo scrittore con un’anima sensibile che cerca ispirazione tra le vicende della vita quotidiana, scoprendo che la realtà può essere più surreale di qualsiasi sua invenzione letteraria; La Dermatologa, interpretata da Maria Rosaria Escolino, è la dermatologa dal fascino intrigante, capace di far sussultare il cuore di chiunque le si avvicini; La Ghost-Writer, interpretata da Veronica D’Alessio, incarna la ghost-writer, una figura misteriosa e affascinante che ha il potere di trasformare le storie degli altri; ed inoltre: Antimo Ercolino, Saira Pantalone e Barbara Baratti. Intrighi, tradimenti ed equivoci, in sintesi questa è la trama di “Arape ‘e zitto!!!” si dipana attraverso un intreccio di tradimenti, incomprensioni ed equivoci tra i membri delle due coppie
4 e 5 Gennaio, Mario Sorbello in "L’uomo dei boschi"
un classico su Dino Campana, in scena ci sarà Mario Sorbello, che ha curato anche la regia di questa pièce, oltre a Luisa Lombardo.
La sinossi narra di un viaggio su una delle voci più nuove della poesia europea dove si amalgamano suoni, colori, musica in potenti bagliori immaginifici. Attraverso una vita da diverso, il poeta sogna una poetica europea da fondersi con la civiltà latina. I versi, attraverso il suo narrare, diventano faro e punto di comunione tra vita e poesia. L' incontro con un nuovo sentimento amoroso, Sibilla Aleramo, è una continua ricerca di un giusto amore che possa dare sollievo ai mali del poeta. Ma tutto ciò si trasformerà in una sconfitta fisica e morale.
di D. Campana e con Maria Luisa Lombardo
11 e 12 Gennaio, G. Del Gaudio e B. Cenami in "Ulisse, il folle volo"
Scritto e diretto da Antonio Mocciola, con Giuliano Del Gaudio e Benedetta Cenami. Aiuto regia Barbara Lafratta, assistente alla regia Antonella Formisano. Questa rappresentazione è vietata ai minori di 18 anni, perché in scena ci sarà il nudo integrale. Uno spettacolo, questo che alterna prosa, canto e turbinosi momenti performativi danzati, l’attore Giuliano Del Gaudio, noto interprete di Dante, si muove come un’anima dannata, un corpo in fiamme, spezzato dalla fatica della pena. Il tutto, armonizzato dalle musiche suggestive di Ciro Vinci, con il canto di sirena della giovanissima Benedetta Cenani. Le parole infernali sono ancora più potenti e solenni, alternati a respiri e sospiri d’amore per Penelope, Nausicaa e Circe. Per la terra, per la vita, per un sogno perduto.
18 e 19 Gennaio, Umberto Squitieri in "Un sogno durato un giorno" scritto, diretto e interpretato da Umberto Squitieri
In scena oltre allo stesso Squitieri ci saranno anche Mirko Raiola, Norma Bove, Carmine Davide. Assistente di scena Filomena Senatore. Musiche originali di Roberto Amoroso.
Un sogno durato un giorno, viaggia sul doppio binario teatrale-cinematografico, viene proposto cercando di rispettare, anche se adattate alle esigenze specifiche, le caratteristiche del kammerspiel. Ecco, allora, che dal punto di vista teatrale, la scelta è stata quella di prediligere ambienti per un numero ridotto di spettatori, quasi nessun supporto tecnico e una distanza ridotta al minimo tra pubblico ed attori. Rispettando l’unità di tempo, l’unità di luogo e l’unità di azione il lavoro racconta l’ultimo giorno di vita di un ex garibaldino condannato a morte con la falsa accusa di brigantaggio. Chiuso nella cella di un carcere, Giovanni Riano, il protagonista cerca, tramite la sua compagna di vita Gea, da cui aspetta un figlio che non vedrà, di far giungere a Giuseppe Tardio, l’avvocato brigante che sta per sbarcare alla marina di Agropoli, una lettera in cui lo invita a riunire tutti per lottare a quello che è il suo sogno. Pur se innestato su un contesto storico come quello a cavallo dell’Unità di Italia e analizzando ciò che ha significato per la nostra terra e per tutto il Sud, il vero focus del lavoro è l’osservazione e indagine psicologica del protagonista e del suo antagonista, la guardia carceraria Michele Agresta, suo amico di infanzia.
25 e 26 Gennaio, Teatro Gamma Di Catania in "Donne di Gaza" di Maria Barbagallo per la regia di Gianni Scuto.
In scena ci saranno Marcella Marino e Giada Circonciso. Lo spettacolo, come al solito è previsto sabato 25 gennaio alle ore 21 e domenica 26 gennaio alle ore 19. Capita di sentirsi troppo fragili, inadeguati ad affrontare un tema grande come la guerra. Ma la tensione rimane costante, sotterranea, come un basso continuo. Poi ecco che un'immagine si staglia nella nostra mente, e sappiamo che quella immagine diventerà il cuore del nostro testo. "Strani bagliori nel cielo/Donne di Gaza" è una fotografia, vista centinaia di volte, di una città addormentata, il cui cielo notturno è solcato da bombe. E da questa notte emergono due donne che vogliono parlare, che vogliono dire la loro. E noi non possiamo fare altro che ascoltarle, perché saranno loro a trovare le parole che noi non riuscivamo a dire. Dedicato a tutti noi, inermi contro la bestialità della guerra (Maria Barbagallo). Uno spettacolo che coinvolge una realtà terribile dei nostri giorni, una realtà di guerra, di mancanza di umanità e di una sorta di vera e propria “pulizia etnica”. La piéce, della durata di 70 minuti circa in un atto unico, è interpretata da due bravissime attrici siciliane che si impegnano in una recitazione serrata che ci riporta in pieno, grazie all'originale scrittura dell'autrice, nell'atmosfera tesa, irrazionale e terribile di Gaza con una guerra incomprensibile, feroce e senza tregua
1 e 2 Febbraio, Associazione Palmo in "Tu sono, io sei" musical
con Giorgia Reda, Aldo Scaglione, oltre al corpo di ballo formato da Anna Chiappetta, Alessia Mandolini e Lucia Mondera. Musiche e direzione musicale di Luigi A. Morrone, coreografie di Mario Palermo. Vocal Coach - Velia Ricciardi. Trucco e acconciature - Isteform Accademia delle Arti Estetiche. Grafiche, foto e videomaking di Mario Timpano.
Autore dei testi, libretto e regia di Attilio Palermo.
Una commedia musicale sperimentale prodotta dall’associazione PALMO della provincia di Cosenza ,  Questa la sinossi: Un uomo si risveglia dal proprio torpore esistenziale. Senza che neanche se ne accorga, intraprende un viaggio all'interno del proprio io, tra passato, presente e futuro. Una vita non dissimile da quella di altre vite, ma più cosciente, consapevole. In questo viaggio, ritrova come propria compagna la sua "lei", la fine e l'inizio di ogni cosa. Perché c'è sempre un qualcuno - reale o onirico che sia - che ci porta a cambiare, e nel corso della nostra vita ci aiuta a scoprire la vera essenza di noi stessi. Un viaggio contornato da nove diversi brani musicali e da coreografie che adornano un percorso introspettivo nel quale ognuno può riconoscersi e sul quale ognuno può meditare e ritrovarsi arricchito. Attilio Palermo: Può un'opera concettualmente strutturata come "sperimentale" trasformarsi in una commedia musicale/musical? E al rovescio, una commedia musicale o musical checché si voglia, può esser concepito sottoforma di teatro sperimentale? È l'obiettivo che si pone "Tu sono, io sei”; si pone questo obiettivo per prima cosa sul piano drammaturgico e compositivo e in secondo luogo su quello scenico e rappresentativo. Lo spazio diventa un'entità adattiva e adattabile alla danza. Le sequenze e le dinamiche interpretative assumono così connotazioni fluide, non rigide. Ognuno dei tersicorei non è membro di un ensemble, non è coralità: è egli stesso interprete, è egli stesso personaggio. Nel diventare di volta in volta Tempo, Amore, Morte, ognuno di loro esegue una legazione con passaggi a terra, prese, pose ed elementi ginnici caratterizzanti; uno stile contemporaneo, vero, ma al contempo legato all'interpretativa della danza classica.
8 e 9 Febbraio, "La prova del cuoco" di e con Angelo Callipo
Sinossi: François Vatel, genio indiscusso della cucina nella Francia del XVII secolo, fu senza dubbio un personaggio dalle sfumature drammatiche. L’arte gastronomica, alla quale aveva dedicato tutto se stesso, gli procurò gloria ma fu anche causa di morte: si tolse infatti la vita, perché il banchetto preparato in onore di Luigi XIV presso la residenza di Chantilly, dalla quale deriva il nome della celeberrima crema da lui stesso inventata, non aveva raggiunto la perfezione alla quale egli aveva mirato. Lo spettacolo ripercorre la vicenda umana di Vatel, il suo amore per la cucina ma anche quello per Anna Monaustier, favorita del Re, la sua febbrile ansia di perfezione, la genialità con cui, partendo da pochissimi ingredienti, riusciva nelle creazioni più sublimi, ma anche le pieghe più profonde del suo animo incline a quella frenesia che lo condusse poi alla morte. Così, attraverso gli alti e bassi di un monologo interiore, in cui Vatel parla a se stesso, si fa strada la natura metaforica della sua cucina, la metafora cioè di un gusto che tocca l’eccesso e poi si china fino alla sua stessa scomparsa, la metafora di un’età decadente, quale potrebbe essere anche quella attuale, che finisce per ingurgitare se stessa.
16 Febbraio, Alfredo Traversa in "1939 una vita a Domino"
tratto dall’omonimo libro dello stesso Traversa. Uno spettacolo tra vicende comiche drammatiche e grottesche tra canzonette e balletti. E’ La storia di Domenico, pescatore, ha il culmine nell’anno del 1939. Deportato per non aver fatto il saluto fascista al podestà di Bari. Deportato ingiustamente in un’isola della Puglia voluta dal Duce dove si rinchiudono gli omosessuali italiani, a San Domino. In quell’anno le vicende di Domenico si intrecciano con Aldo Moro che viene assunto all’Università di Bari, a Batman il fumetto americano che invaderà il mondo. Deportato sull’isola vivrà amicizie con altri italiani tutti omosessuali, provenienti da varie regioni d’Italia, districandosi tra i dialetti regionali. Uno sguardo ironico e particolare dell’Italia di quel tempo attraverso tanti personaggi che sono interpreti di singolari circostanze di vita. Nel campo, tra prove per il teatro, arrivo di nuovi deportati e storie varie, si snoda la vicenda di Domenico tra situazioni drammatiche e comiche. Arriverà a superare tutte le circostanze che la vita in un campo di prigionia presuppone, tra risate, canti e stupri. In tutta fretta pochi giorni prima della dichiarazione di guerra il campo degli omosessuali, grazie al generale del Duce, Bocchini, verrà evacuato. Domenico rimarrà sull’isola alcuni giorni da solo, poi farà rientro in città. Qui prima di essere deportato aveva avuto un rapporto d’amore con Lucia. Non la ritroverà. Lucia originaria del Veneto si era imbarcata per l’America, non avendo avuto più notizie di lui, con un neonato tra le braccia. Domenico rimarrà da solo a guardare il mare per un po’, prima di finire in una casa di riposo dove terminerà i suoi giorni. Forse impazzendo ascoltando dalla neonata tv italiana che al comandante del suo campo di prigionia veniva conferita un’onorificenza dal Presidente della Repubblica Italiana per meriti sul lavoro. Un’ affresco dell’Italia, l’Italia di sempre.
22 e 23 Febbraio, Gino Accardo in "Napoli Caput Mundi"
un viaggio storico nella canzone classica napoletana. La canzone classica napoletana, con Accardo, trova un interprete di grande affermazione nel panorama della melodia partenopea di tutti i tempi della cultura canora napoletana. Gino Accardo nasce al Vomero. In alcune sue incisioni, brani di sua composizione, dove è viva, presente e più che mai radicata l’ispirazione alla figura paterna, fino al punto che Gino gli rende omaggio scrivendo un brano dal titolo Quannè sera. Accardo, un accurato conoscitore dei motivi della tradizione canora napoletana dal duecento al novecento. Roberto Murolo, che lo ha sempre stimato volendolo al Suo fianco, scrive tra l’altro in una lettera: “…..ricorda Gino, che Napoli ha bisogno di giovani come te che porti avanti la vera cultura classica napoletana…” E’ stato protagonista in molte trasmissioni televisive: La Vita In Diretta (Rai uno) Uno Mattina (Rai uno) Serata d’onore (TMC) Stelle del Mediterraneo (Rete 4) Il Canta Giro (Rai International) Premio Calabria (Rai Tre) Miss Italia in Campania (Rai uno) Il riconoscimento maggiore alle straordinarie qualità canore/artistiche vengono premiate quando ha l’onore di cantare nel concerto al Campidoglio davanti al Presidente della Repubblica Italiana il Dr. Carlo Azeglio Ciampi.
1 e 2 Marzo, Compagnia Teatrale Artu’ in "Cara Kitty... Anna Frank"
con C. Rubini - regia e voce fuori campo M. Sarubbi, regia di Maurizio Sarubbi
La pièce è ambientata nel nascondiglio dove Anna Frank ha scritto il suo diario, e si punta sull’interpretazione per mantenere intatti i concetti di quest`opera simbolo della shoah. Vi sarà l’alternanza di una voce fuori campo che rappresenta l’anima del diario. Dinamica teatrale variegata con alleggerimenti di vita quotidiana nel periodo in cui Anna Frank è nella sua abitazione prima dell’invasione nazista. Il diario di Anna Frank ha inizio nel Giugno 1942, uno tra i tanti doni per il suo 13°compleanno. Fino ad allora la sua vita presentava ancora qualche somiglianza con quella di una qualunque ragazzina della sua età. Eppure a 13 anni appena compiuti, Anna conosce e parla con estrema naturalezza il linguaggio dei perseguitati: sa che lei e i suoi devono portare la stella giudaica, che non possono frequentare i locali pubblici, che non possono prendere i tram. Eppure. nonostante dall’invasione tedesca “i bei tempi sono finiti", scrive Anna nel suo diario, la guerra, i tedeschi e il pericolo, nel Giugno del 42 può ancora dimenticarli ogni tanto, e vivere abbastanza gioiosamente mangiando gelati, passeggiando in bicicletta, flirtando con i compagni, studiando la mitologia greca. Fino all'estate però, quando suo padre Otto, in previsione di un peggioramento della situazione degli ebrei nell’Olanda occupata, prende in seria considerazione l’opportunità di cercare un “alloggio segreto" per se e la sua famiglia, nascondiglio dove, il 6 Luglio dello stesso anno, la famiglia Frank, la famiglia Van Daan e il dentista Dussel, si chiuderanno per due anni, senza uscirne mai, senza mai affacciarsi alle finestre, visitati soltanto dai fedeli amici che conoscono il segreto dello scaffale girevole, portando dall’esterno cibo, libri, notizie. In quel nascondiglio abitano raschiando e cucinando patate, litigando, ascoltando la radio inglese, fra alternative di paura e speranza; ossessionati dalla privazione di cibo, dalla noia, dai mille problemi di una clausura forzata.
8 e 9 Marzo, Contestualmente Teatro in "Settantuno"
con Nello Provenzano per la regia di Riccardo Pisani. Voce fuori campo: Simona Pipolo. Disegno luci: Gaetano Battista. Contributi foto e video: Luca Scarpati. Assistente alla regia: Angela Rosa D'Auria.
Settantuno è uno spettacolo provocatorio, spregiudicato e grottesco nato da una lunga ricerca sul “fascismo online”. Ci siamo resi conto che sempre più persone, spesso i più insospettabili, riversano in rete il proprio odio, rancore e frustrazione con post, commenti e considerazioni cosi crudeli e agghiaccianti, da farci interrogare sulla reale natura del mondo che ci circonda. Lo sviluppo di internet e dei social media e stato il catalizzatore di tutte queste istanze ed e proprio sul web che si e concentrata la nostra ricerca. Abbiamo raccolto moltissimo materiale che è diventato l'ossatura stessa del testo con tematiche che spaziano dal razzismo, all’omofobia, alla misoginia e ad ogni forma di feroce intolleranza. Il testo stesso dello spettacolo è quasi interamente figlio dei tanti post e commenti che in due anni di ricerca abbiamo raccolto e catalogato, che con la loro banalità e i loro luoghi comuni inquinano il nostro presente. Con questo lavoro diamo corpo e voce a questi post che a fine spettacolo saranno proiettati per ricordare al pubblico che quanto detto è stato scritto da esseri umani. In scena vediamo Flaviano (Flavio) un maschio bianco di quarant'anni che in qualche modo incarna tutte queste istanze e che conduce una vita all'insegna dell'odio. Flaviano si nutre dell'odio e della violenza che ogni giorno attraversa il mondo e i suoi eroi, i suoi punti di riferimento sono tutti coloro che agiscono in nome degli "ideali" in cui si riflette. Ma Flaviano risulta essere poco più di un pallone gonfiato e poco meno di un "guappo di cartone”. Lo spettacolo affronta la tematica del fascismo in tutte le sue declinazioni e rispecchia la banalità del male. In scena il protagonista delinea una doppia personalità. In casa è spavaldo e aggressivo, arrivando a sfogare le proprie frustrazioni sulla madre, mentre al di fuori del suo spazio sicuro, diventa un personaggio anonimo e potenzialmente sottomesso. Il finale è un crescendo delirante, dove in un ultimo sforzo Flaviano si fa carico di un atto estremo e ripugnante. Ovviamente, ribaltando il punto di vista narrativo, mettendo in scena il carnefice e non la vittima, abbiamo scelto di operare una vera e propria provocazione, dalla quale però prendiamo le distanze con un messaggio registrato rivolto al pubblico all’inizio dello spettacolo e che introduce alla brutalità dei contenuti.
15 e 16 Marzo, Compagnia Eikona in "Giornalisti quasi disoccupati"
con E. Massa, M. Carrino, D. Cenciotti, G. Freccia
un ironico spettacolo prodotto dalla Eikona Produzioni dal titolo Giornalisti quasi disoccupati; scritto da Ettore Massa e Massimo Carrino, per la regia di Lucio Pierri. In scena ci saranno gli stessi autori Ettore Massa e Massimo Carrino, oltre a Daniela Cenciotti e Giusy Freccia. Ecco la divertente sinossi: Una redazione giornalistica di provincia che si chiama Fakepage.it è piena di debiti e sull’orlo del fallimento. I giornalisti per non essere licenziati trasformano la loro redazione in un giornale on-line, ma per guadagnare denaro devono aumentare le loro visualizzazioni sui social. Decidono cosi di pubblicare fake news, ovvero finti scoop, dove interpretano loro stessi i diversi personaggi presenti nei servizi realizzati (un politico, un virologo, etc). Riusciranno in questo modo a cambiare le sorti del loro destino? Una cab-commedia di cocente attualità che mette in evidenza come il meccanismo dell’informazione sia stato completamente stravolto dai social media. Oramai è diventato completamente impossibile distinguere la verità dalla falsità, e le fake news condizionano sempre di più lo nostra vita e le nostre scelte, modificando anche i nostri rapporti interpersonali. In ogni modo Fakepage.it esiste realmente sui social media e riscuote sempre più consensi di pubblico e critica. La relativa sit-com televisiva è in onda su Telecapri, e grazie al successo riscosso, è alla sua terza stagione.
22 e 23 Marzo, Francesco Rivieccio in "Non dovevo essere io"
Spettacolo, questo, che ha vinto diversi premi, tra cui il Premio Calandra come miglior spettacolo; premio Ketty Volpe come miglior interprete; premio miglior attore Festival Teatram. Questa la sinossi: Un angelo custode, dalla lunga carriera di quarant’anni, si ritrova a proteggere un giovane attore di teatro, scoprendo cose che in vita non avrebbe nemmeno immaginato. "Non dovevo essere io" è un vero e proprio stile di vita che accomuna i due protagonisti di questa storia. Il primo è un attore di teatro che si affanna tra rinunce, prove e spettacoli; l'altro è il suo angelo custode che si affanna a stargli dietro, cercando in tutti i modi di proteggerlo da una vita che sembra facile e spensierata, quella di un’ artista, ma che in realtà risulta essere difficile da gestire. Cosi questo angelo, che ha le stesse sembianze dell'uomo che protegge, ci racconterà le tante peripezie, le mille difficoltà di un giovane attore che prova a farsi strada, alternandosi proprio al suo "assistito" che si esibisce nel suo spettacolo. Emergeranno, tra i ricordi e i pensieri dell'angelo e tra le interpretazioni dell'attore, molti punti in comune: sensazioni e suggestioni che mette in scena l'artista gli vengono suggerite, in maniera inconscia, dal suo angelo custode, il quale contemporaneamente si rispecchia negli atteggiamenti e nel modo di essere nel suo protetto: “Pe’ stu cunto, chello ca ce vo, so’ ingrediente de facile ricetta: nu pizzeco de pazzarìa, e po', chello ca nun po' mancare, e na bella menata de furtuna!”
29 e 30 Marzo, "La confessione" Di e con Gennaro Morrone
Ecco alcune note del protagonista: non bisogna essere seguace di qualche religione per rendersi conto della preziosità dell’esperienza umana che in questo spettacolo si tocca, perché si parla di coscienza personale, cioè del sentimento che ciascun individuo ha, dei valori morali, del criterio di giudizio del bene e del male. Per le religioni la coscienza è la voce interiore, ma anche per una certa tradizione laica le cose stanno così. Kant affermava: c’è nella nostra anima una cosa che, se esaminata sotto la giusta luce, non possiamo evitare di considerare con la più grande meraviglia e nei cui confronti della stessa, la nostra ammirazione è legittima e, a un tempo, di grande conforto per l’anima. Una voce narrante aiuta il pubblico ad entrare nelle due storie, a riflettere, a partecipare al dolore dei personaggi ora con sofferenza, ora con disprezzo. Due storie costellate di momenti tragici e ferite profonde. Due anime con due diverse visioni della vita e del mondo. Una narrazione che parla dell’anima e dell’amore. Un amore di un ecclesiastico nei confronti di una giovane ragazza, ma un amore malato, possessivo, che porta all’uccisione della fanciulla. Omicidio mai svelato perché protetto da segreti indicibili e relazioni di potere malsane. Sì, perché si parla di fede vacillante di un uomo di Chiesa verso la sua istituzione. E l’amore puro, sincero, protettivo di un padre che diventa omicida per vendicare sua figlia assassinata. Perché un padre non smette mai di amare, di seguire, di supportare e difendere i propri figli. Perché i padri amano per sempre. In questa pièce, si crea un’atmosfera di tensione che fa presagire a una confessione intensa. Due vicende che confermano, ahimè, che la giustizia non uguale per tutti. Che la bilancia nelle mani della Dea della Giustizia non è sempre in equilibrio. Spesso pende a favore di istituzioni colluse, dei giochi di potere, ad intrighi di palazzo. Per concludere, ricordiamo quanto affermava Baudelaire: ogni uomo porta in sé una dose di oppio naturale, che instancabilmente secerne e rinnova”. Quindi, il vero “oppio dei popoli” è dentro di noi, e per questo la confessione, se vissuta come esercizio di libertà, può essere di grande aiuto per una vita più autentica.Riconoscere i propri errori, i propri difetti
5 e 6 Aprile, Gianni Caputo in "‘O ciardino d' 'e pparole"
Poesie e canzoni della Napoli del 1900
12 e 13 Aprile, Compagnia La Proposta in "Novecento"
di Alessandro Baricco con Alfredo Crisci
19 e 20 Aprile, Nando Varriale in "Il cabarettista sono io ma i comici siete voi"
26 e 27 Aprile, Compagnia Dei Saltimbanchi in "Francesca da Rimini"
Regia di Giulio Carfora
3 e 4 Maggio, Teatro Segreto in "Mammoletta"
con Serafino Iorli, regia Mariano Lamberti

Orario: Sabato ore 21,00 -Domenica ore 19,00 - quota associativa annuale ripartita per ogni singolo evento: Euro 10
Attenzione! il programma potrebbe variare: info e prenotazioni tel. 330.713278 - oppure info su Facebook: Angelo Bove (Piccolo Teatro Cts)

Giovediamoci

Giovedì 7 novembre, ore 20, “Prova d’Artista” di Abell Kinane, all’anagrafe Abderrahim, nato a Casablanca, vive da 27 anni a Marcianise, semifinalista a “Italia’s Got Talent”.
Il Blues di Abell che scalda il cuore. Il blues è una musica facile da suonare, ma molto difficile da sentire (Jimi Hendrix); Se non conosci il blues, non ha alcun senso prendere in mano una chitarra e suonare rock and roll o qualsiasi altra forma di musica popolare (Keith Richards); Il blues è il tonico per tutto ciò che ti affligge. Potrei suonare il blues e non essere più triste (B.B. King). Trecentosessantasei, quasi 367. Questa lunga e intricata storia del Blues, inizia con un numero approssimato, il totale in chilometri che separa Vicksburg da Memphis. Sulle strade oggi asfaltate della Highway 61 dominavano paludi e foreste imponenti, capaci di fermare persino il generale Ulysses S. Grant a capo del suo esercito partito da nord. Nella regione del Delta del fiume Mississippi non c'è ricchezza. Solo un numero impressionante di schiavi provenienti dalla lontana Africa. Pochissimi, negli anni Venti, hanno un allaccio elettrico, figuriamoci un telefono, un automobile, una radio. Mentre l'America si avvia verso la sua prima catastrofe economica, il Delta del Mississippi sembra il Terzo Mondo, tra sterminati campi di cotone e pesca al pesce gatto. La storia del blues è sicuramente tra le più difficili da raccontare, perché è praticamente impossibile capire da dove è iniziata. Molti i narratori che fanno partire tutto dai cosiddetti field holler, richiami urlati dagli schiavi afro-americani nei campi di cotone a sud degli States. Ma potremmo tornare ancora più indietro, in Africa, dove venivano suonati strumenti ancora impensabili per le dodici battute. Musica del diavolo, la musica blue della tristezza. Il blues non esisterebbe senza l'Africa. Ma nemmeno senza il poverissimo sud degli Stati Uniti. In definitiva è uno stato d'animo, il sound che ha acceso la lunga miccia della musica popolare del Novecento
21 novembre, New Costy Band.
La “New Costy Band”, formata da Costanzo Falvo (chitarra e voce),Maurizio Pelagalli (basso),Frank Palmieri (chitarra e voce)e Giovanni Di Rienzo (percussioni latine), è un Progetto musicale in continua evoluzione, che cambia nella forma e nel colore, per la caratteristica degli elementi che la compongono, provenienti da estrazioni culturali e musicali diverse e disposti ad ampliare la propria esperienza e concezione della musica sotto nuovi orizzonti… quelli delle ritmiche. Infatti, molti brani di queste prove, fanno parte del repertorio della band e attingono alla musica di musicisti e cantautori del calibro di Enzo Avitabile, Pino Daniele, Edoardo Bennato, James Senese, Enzo Gragnaniello, Renato Carosone ed altre icone della musica partenopea che hanno reso internazionale la musica napoletana di qualità, con il loro sound che sposa le melodie mediterranee con le sonorità jazz, soul e rock e blues. La musica della band, però, non si ferma qui ed esplora sia vecchi che nuovi spazi musicali. Questo processo creativo consiste nel dare nuova vita e personalità a composizioni musicali italiane e straniere già note, attraverso l’aggiunta di nuove sonorità, cambiamenti di colore, tonalità e ritmo che si concretizzano in prestazioni originali e soprattutto coinvolgenti. E, a proposito del coinvolgimento, il frontman del gruppo, Costy Falvo, è molto apprezzato, per le sue doti di intrattenitore musicale e per il suo linguaggio autentico, naturale e diretto
Giovedì 12 dicembre, ore 21, Prova d’artista: Michele Papale
Sul palco proverà le sue canzoni in una veste speciale, per affrontare un viaggio musicale unico che spazierà dai suoi primi brani fino alle ultime pubblicazioni di quest’anno. Un’esibizione intima e autentica, senza arrangiamenti: solo chitarra, voce e loop station, proprio come sono nate le sue canzoni che si concretizzerà in un concerto previsto per il 27 dicembre presso la “Taverna Lancillotto” nel comune di Serrone in provincia di Frosinone.
2 gennaio, ore 21, Prova d’artista: Border Jazz Trio
Con Doralisa Barletta, voce, Gianni D'Argenzio, sax, Andrea Giuntini, piano
Un viaggio nelle più varie articolazioni della "canzone", dal jazz al pop d'autore, alle musiche del mondo...(Gershwin, Beatles, De André, Jobim...). Racconti in musica per il nuovo anno! Le origini del jazz risalgono alla scoperta dell’America, in seguito alla quale la richiesta di manodopera per le piantagioni di tabacco, cotone e canna da zucchero dei grandi proprietari terrieri porta alla tratta degli schiavi neri. Dal Cinquecento e fino all’Ottocento, le navi negriere importano milioni di schiavi neri dall’Africa alle coste americane, costringendoli a penose condizioni di vita. Gli schiavi, in catene, lavorano nei campi di cotone, senza conoscere la lingua del Paese in cui si trovano, per ore e ore. Dal momento che i contatti con la società dei bianchi sono minimi, la cultura africana sopravvive nei racconti, nelle danze e nei canti tramandati dagli anziani.
giovedì 16 Gennaio, ore 20, duo Piero Pellecchia - Rossella Vendemmia,
Il Duo Piero Pellecchia e Rossella Vendemia (clarinetto - pianoforte), di origine casertana, è nato nel 1991 con l'intento di riscoprire e valorizzare la letteratura dedicata a tale formazione. Rappresenta oggi un "ensemble" cameristico molto conosciuto ed apprezzato dal pubblico e dalla critica. Il repertorio del Duo spazia dai capolavori dei grandi maestri alle produzioni meno note, frutto anche di una minuziosa e continua ricerca storico-documentale, volta a riportare alla luce pagine di autori cosiddetti "minori". In particolare l'ensemble propone una serie di programmi originali ed inediti: raccolte di "morceaux de salon", parafrasi operistiche, trascrizioni di brani tratti dalla tradizione classica partenopea, arrangiamenti con musiche da film e colonne sonore. Il Duo ha inciso, il CD "L'estro della Romanza: fantasie e divertimenti su celebri melodrammi dell'800" e il CD: “Il gioco delle parti - Composizioni e ricomposizioni di Roberto Cognazzo”. Questo lavoro discografico contiene tutti brani per clarinetto e pianoforte appositamente adattati per il Duo Pellecchia-Vendemia: “Tenet nunc Partenope”- divertimento napoletano; Rotazione - girotondo semiserio su spunti di Nino Rota (1994-1995); Carmen’s City - quasi una rapsodia sull’opera di Bizet. Il Duo vanta una lunghissima attività concertistica, che lo ha visto esibirsi, nell’arco di un trentennio, in festival, rassegne, manifestazioni effettuati presso teatri ed auditorium prestigiosi a livello nazionale ed internazionale
giovedì 30 gennaio, ore 20:00, concerto degli Ensemble Heliopolis "E io lasso 'a casa mia"
Con Gennaro Del Piano (ideazione, canto, voce recitante), Valentina Clemente (canto, voce recitante), Francesco Natale (chitarra, banjo), Sergio Prozzo (mandolino, mandola), Peppe Timbro (contrabbasso)
Verrano saggiate le canzoni di emigranti e di immigrati: ieri si attraversavano gli oceani, oggi mari e deserti; Ieri affondavano i piroscafi, oggi i barconi; Ieri Ellis Island, oggi i CPR. Verso gli italiani della grande emigrazione negli USA gli stessi pregiudizi, lo stesso strisciante o manifesto razzismo che riscontriamo oggi nei confronti di chi sbarca in Italia con il medesimo carico di fame, speranze, ansia di integrazione. Cantare dell’'ieri per parlare ai cuori e alle menti di oggi: cambiano le epoche ed i popoli, ma i sentimenti, la sofferenza, le lacerazioni restano identiche. Una comunanza che va colta per ritrovare la via della solidarietà. In questa prova di spettacolo tematico frutto di un lungo lavoro di ricerca, l'Ensemble Heliopolis propone canzoni note, ma più spesso misconosciute e talvolta inedite degli emigrati napoletani verso gli USA a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Com'è nello stile dell'Ensemble, alle toccanti interpretazioni dense di nostalgia fanno da contraltare brani e parodie divertenti scritte negli USA da artisti immigrati per svagare altri immigrati, spesso descrivendo le stravaganti peculiarità del Nuovo Mondo con simpatiche espressioni in “broccolino”.
Giovedì 6 febbraio, ore 20, Viviana Miele con "I'm Water".
Vivi, pseudonimo di Viviana Miele (voce e shruti box), si definisce una Cant-Attrice. Laureata in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale presso l’Università di Bologna, dopo le esperienze maturate tra l’Italia e la Francia, ha scelto la sua terra d'origine, l’Irpinia, area interna della Campania, come punto di partenza per le sue attività creative. Vivi ama l’ibridazione delle forme: teatro, musica, danza e linguaggi multimediali. Ideatrice di progetti multiformi, ha collaborato con Franco Dragone, maestro indiscusso del Cirque du Soleil. Ha ideato e gestito diversi progetti di teatro per il sociale. Uno dei più riusciti è "Pinocchio per caso". Ha sviluppato il concept Virtual Soundscapes in seno all’associazione Musikarma (vincitore del bando TOCC del Ministero della Cultura 2023). Vivi crede che l’arte sia uno strumento indispensabile alla crescita individuale e collettiva. Ama alternare la ricerca e l’attività didattica alle sperimentazioni sul palcoscenico. Rispetto alla musica ha sempre avuto un approccio intuitivo. Autodidatta, ha poi frequentato la scuola di musica ATLA di Parigi, dove ho studiato canto e tecnica vocale con Cécile Recchia, Natalie Bonnaud e Cécile Bonardi. Si ispira ad artisti come Anoushka Shankar, Niki Wells, Thea Crudi. Le sue composizioni musicali ruotano attorno al tema dell’acqua che si manifesta nei suoi vari stati (rugiada, neve, grandine, pioggia...). Ogni brano racconta un’esperienza vissuta a contatto con la natura ed incarna le emozioni che essa suscita. Con il brano "Come acqua danzante" ha ottenuto il Premio della Critica al Premio Mia Martini 2024. https://song.link/Vivi-comeacquadanzante La performance I’m water è un inno alla vita, un invito a fondere l’esperienza musicale con il paesaggio interiore. Vivi desidera creare atmosfere delicate, utilizzando oltre alla voce il suono dello shruti box e del rainstick.
Giovedì 27 Febbraio, ore 20:00, Angelo Barricelli.
"Viaggiare, scoprire, esplorare" è il motto di Eleuterion/Barricelli, un chitarrista appassionato di musica latino-americana e classica. Gli itinerari chitarristici di Eleuterion offrono un'esperienza musicale unica e coinvolgente. Dopo aver esplorato le radici spagnole, Eleuterion si dirige verso il Sud America, dove si immerge nelle ricche tradizioni musicali autoctone. Ma i viaggi di Eleuterion non si fermano qui. Si spinge oltre l'America Latina e si avventura nel sfaccettato mondo dei grandi compositori classici. Eleuterion trasforma le opere di questa tradizione in incantevoli pezzi chitarristici, aggiungendo il suo tocco personale e creando una nuova prospettiva su questi capolavori. Siamo così confrontati con una dimensione in cui la musica apre nuove porte, creando un ponte tra culture diverse e connettendo le persone attraverso la sua intrinseca bellezza.
Giovedì 27 marzo, Presentazione del nuovo album "Alte frequenze"
Giò Vescovi, piano, synthesizer, loop station performer, Luciano De Fortuna, percussioni, varie ed eventuali, Alessandro Del Monaco, violino, bouzouki, Iolanda Crispino, circus-dance performances, Michela Cristillo, reading
note dello stesso Vescovi: Ho iniziato le registrazioni nell’ ottobre del 2023, tra alti e bassi, cancellazioni varie, riscritture globali e parziali, scelte felici e non di arrangiamenti strumentali e con la mente sempre al bicchiere mezzo pieno, a volte anche mezzo vuoto, finalmente il lavoro sembra sia arrivato alla sua conclusione, aspettandola con disciplina impopolare e anonima, come l’alunno dell’ultimo banco dai vestiti usati e malmessi, che mette solo per coprire il corpo ma l’anima piena di entusiasmo sotto la pelle. È un progetto al quale ho dedicato tutto me stesso a partire dalla scrittura fino a quei processi armonici e di sonorità prese dall’elettronica comunque dedicata alla cura degli effetti e delle atmosfere. Quattordici brani che compongono questo nuovo progetto, sono stati pilotati da solide ispirazioni raccolte per strada, centri commerciali, mercatini rionali, ascoltando i pensieri di persone incontrate anche casualmente. Tutte le composizioni riflettono nella loro totalità, la maschera che spesso indossiamo quando si affronta un futuro incerto con quei gesti simbolici tipo come accendere una sigaretta o salutare un amico/ca. Ma alla fine di tutto ciò, rimangono solo i silenzi non ascoltati e una relativa calma apparente interiore che richiama il tutto come in un “sogno dentro il sogno” (cit. Edgard Allan Poe).
giovedì 3 aprile, ore 20:30, Duo Consonanti Corde.
Di recente formazione, il Duo Consonanti Corde, formato da Angelo Barricelli (chitarra) e Carlo Coppola (Violino) si avvale dell’esperienza musicale dei singoli componenti che iniziano precocemente la loro carriera artistica. Fonda le proprie radici nella musica cameristica che spazia da autori del 500’ per giungere a compositori del XXI secolo avvalendosi anche di pregevoli trascrizioni. Il Duo ha al suo attivo già numerosi concerti riscuotendo unanimi consensi di critica e di pubblico. Carlo Coppola Nato a Napoli, studia presso il Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella” di Napoli diplomandosi in Violino. Consegue inoltre il Diploma di Scuola Sperimentale di Musica da Camera presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma e i Diplomi Accademici di II Livello in Violino e in Musica da Camera Indirizzo Strumentale, entrambi col massimo dei voti e la Lode presso il Conservatorio di Musica “S. Pietro a Majella” di Napoli. Angelo Barricelli ha iniziato lo studio della chitarra giovanissimo con il chitarrista Pietro Condorelli con il quale ha avuto un sodalizio durato circa due anni. Guidato dal M° Giovanni Zaccari, si è diplomato brillantemente presso il Conservatorio di musica «D. Cimarosa» di Avellino. Insieme al M° Zaccari è stato componente del Quartetto Chitarristico Euphonia con il quale ha eseguito numerosi concerti ed inciso un album di musiche del novecento edito dalla casa editrice «Santabarbara». Successivamente ha completato la sua formazione artistica con musicisti di fama internazionale quali: Carlo Barone, Alvaro Company, Bruno Battisti D’Amario e Manuel Barrueco. Più volte invitato alla manifestazione «Settembre al Borgo» di Caserta Vecchia, ha suscitato lusinghieri consensi da parte della critica specializzata; numerose le recensioni su giornali quali: La Repubblica, Il Tempo, Il Mattino di Napoli etc…

Art Friday

Ciclo di incontri con protagonisti della scena artistica che hanno scelto di vivere nel territorio casertano. Un venerdì, un critico, un artista. E sarà il critico d'arte Enzo Battarra a incontrare di volta in volta l'artista, in un dialogo che sarà soprattutto il racconto di sé, la propria storia, la favola realizzata di un attraversamento del mondo dell'arte.
Venerdì 22 novembre, ore 18, Enzo Battarra incontra Enzo Elefante, già docente presso prestigiose Accademie di Belle Arti italiane.
Sarà l’artista maddalonese a narrare la sua storia personale in un'intervista-confessione al critico Enzo Battarra, spesso suo compagno di strada fin dagli inizi del percorso. Ne nascerà un resoconto sui movimenti artistici, sugli obiettivi raggiunti e sulle aspirazioni della ricerca visiva in Campania, visti e interpretati dalla parte di due protagonisti.

Spettacoli per i più piccoli

sabato 5 ottobre, ore 17 e 18:30, I burattini di Alan in due rappresentazioni dei “Minions”
domenica 6 ottobre, ore 16:30 e 18:30, I burattini di Alan in due rappresentazioni dei “Muppets Cartoon”
Il teatro dei burattini rappresenta una forma d’arte antica e affascinante, che continua ad affascinare il pubblico di tutte le età. Grazie alla maestria dei burattinai e all'originalità delle storie raccontate, questo genere teatrale offre un'esperienza unica e coinvolgente che rimarrà per sempre nel cuore di chi ha la fortuna di assistere ad uno spettacolo di burattini. Il teatro dei burattini e una forma di spettacolo teatrale che affonda le sue radici nella tradizione antica. Questa forma d’intrattenimento coinvolge uno o più burattinai che danno vita ai personaggi attraverso l'uso di pupazzi di legno, noti come burattini. La struttura di un burattino tradizionale consiste in una testa e mani di legno, fissate a un camiciotto sopra il quale viene posto il vestito. L'animatore, con maestria e abilità, muove il burattino mediante l'uso delle proprie mani, conferendogli cosi un'illusione di vita. Il termine "burattino" viene utilizzato anche per indicare oggetti animati “da sotto”, in cui l'animatore rimane nascosto. Lo spettacolo dei burattini viene solitamente rappresentato all'interno di un teatrino di legno, noto come castelletto o baracca, che crea un'atmosfera magica e coinvolgente per il pubblico. Questa struttura teatrale permette agli spettatori di immergersi completamente nel mondo fantastico dei burattini, creando un'esperienze unica e indimenticabile
L'ingresso al teatro avrà un costo di soli 7 euro per sabato e 8 euro per domenica.
Per prenotare i propri posti, è sufficiente inviare un messaggio WhatsApp al numero 3288916325, indicando il nome, il numero di biglietti desiderati e l'orario dello spettacolo prescelto. Sarà premura di chi risponderà nel riservare i posti richiesti e fornire tutte le informazioni necessarie. Vi invitiamo a non perdere questa straordinaria occasione di divertimento e incanto, che vi condurrà nel fantastico mondo dei Minions e dei Muppets Cartoon. Vi aspettiamo numerosi per trascorrere un weekend indimenticabile insieme

Altri eventi

26 dicembre, ore 19, Dimmi come quando c'erano i Beatles a cura di Giò Vescovi
Video documentario di un periodo storico attraverso la lettura dei loro album. Personalità a confronto. La “Beat Generation” e “ Swinging London”. Brian Epstain e sir George Martin: i loro ruoli. LSD, la strada per l’inferno. 1970: l’ultimo atto. Video, didascalie, letture, progetto di ricerca e sviluppo, elaborati e scritti da Giò Vescovi. Analisi di un periodo fondamentale per la storia della musica pop attraverso la rilettura cronologica dei loro album. BEATLES, quattro ragazzi che sarebbero potuto restare un complessino come tanti, ma che invece diventarono un fenomeno musicale per la storia del rock e della musica pop contemporanea, incidendo tra il 1962 e il 1970, una serie di opere memorabili. Originari di Liverpool, hanno segnato un'epoca non solo nella musica ma anche nel costume, nella moda e nell'arte moderna. Sono considerati uno dei maggiori fenomeni di influsso sulla musica contemporanea, tale da condizionare in maniera determinante la cultura pop del XX secolo. Secondo stime del Guinness dei primati, è il gruppo musicale di maggior successo commerciale di sempre con oltre un miliardo di dischi venduti. Le sessioni saranno documentate da relazioni storiche, filmati, interviste, analisi socio- culturali e parallelismi musicali con il blues, rock’n' roll, country-western, skiffle, tenendo conto, inoltre, dell’importanza che ebbe l' incontro con Brian Epstein e con George Martin, colui che diede ai Beatles la quinta dimensione alla loro musica e che contribuì allo sviluppo del loro stile personale. Essi non hanno mai rinnegato le loro origini rock, tanto che nel 1968 (negli ultimi due album), ritornarono apertamente al passato ma in modo radicalmente diverso da quello del 1963.
Venerdì 24 gennaio, ore 20, concerto di Sally Cangiano “Solo project”.
E’ davvero un concerto innovativo e particolare. Grazie a delle particolari corde, ideate con la collaborazione della D’Orazio Strings. Sally riesce ad ottenere dalla sua chitarra anche le sonorità di un vero e proprio basso che unite all’uso di 2 loop machines rendono la sua musica un vero è proprio spettacolo da guardare. Sally tesse la struttura ritmica percuotendo la chitarra e usando oggetti vari come spazzole, coltelli e forchette, registrandolo in tempo reale sulla loop machines per poi aggiungerci la sua chitarra /basso preparata, sovrapponendo basso e armonia. Con l’ausilio di effetti vari Sally riesce ad imitare anche le tastiere ed altri strumenti. Dalla sua chitarra viene fuori una vera e propria band dove Sally è libero di cantare e fare i suoi “assoli”. Uno spettacolo unico, da ascoltare e da guardare, dove vengono riproposti in maniera unica e particolare dei brani ritenuti dei veri e propri “must” della musica Italiana e mondiali, con nuove musicalità, arrangiate e rivestite di continuo.

Teatro Cts, Via Pasteur, Caserta

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