
Tony Marchi "fa tappa" a Caserta
Un viaggio, da Trento a Trapani, dedicato a Mauro Rostagno
Articolo e foto di Marilena Lucente
Una bicicletta colorata sfreccia per l’Italia, riempiendosi di vento e di
storia.
Alla guida Tony Marchi, testimone di pace, ma anche di tenacia, audacia e
coraggio.
Il viaggio è dedicato a Mauro Rostagno, ucciso il 20 settembre di venti anni fa,
da Trento a Trapani, passando per tante città italiane che custodiscono memorie
di impegno, di lotta popolare, di conflitti. Nord e Sud, due estremi geografici
che Tony vuole raggiungere toccando con mano le cicatrici della vita
repubblicana. Trento è la sede del Centro Mauro Ristagno, la Sicilia è la terra
in cui Rostagno lavorò - come giornalista e come responsabile della comunità
terapeutica Samen - e dove ha trovato la morte.
Il percorso però si snoda lungo una costellazione di luoghi chiave, città e
paesi grondanti di storia: da Marzabotto teatro di stragi alla Genova del G8,
passando per la Toscana, l’abbazia di Montecassino, Caserta il 10 settembre e
poi la Puglia terra di lotte sindacali, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna.
Di volta in volta, ad accoglierlo ci sono gli amici, compagni di vita ma anche
di ideali e di lotte condivise,che hanno voglia di conoscere il senso della sua
esperienza: “Un andare dentro la storia e la memoria – spiega Tony -
che, a volte è nascosta chiusa a chiave nei cassetti, ma altre volte torna e
lascia tracce -ieri come oggi - specie dove più dura è stata la resistenza, più
alto il sacrificio pagato dalle inermi popolazioni civili, cruenta e spietata la
rappresaglia, altissimo il numero dei morti. Tra le colline e i piccoli paesi
c'è ancora odore d'antico, si respira aria pura ed è più facile posare lo
sguardo nei ricordi amari ma sempre vivi di quella tragedia che si chiama guerra
e poi resistenza e liberazione e poi lotta-continua: squarci di storia,
monumenti abbandonati d'uomini lasciati troppo soli e tutto attorno, fiori
appassiti di troppe vite sacrificate, paesaggio triste. Il fruscio lieve delle
ruote che girano, proiettano sulla strada il film della vita dei molti che
l'hanno donata, lasciandomi la loro storia che se pur lontana e passata non si è
mai chiusa; perché è conquista quotidiana, è terra agra da concimare e da
coltivare, è sudore e fatica, è libertà e responsabilità, è partecipazione e
coscienza civile…e dopo, solo dopo, è raccolto e democrazia”.
Testimonianza civile, impegno politico, sogno e lotta si intrecciano
dell’esperienza di questo singolare viaggiatore che sul suo corpo porta i segni
di questo impegno. I muscoli, i sorrisi, gli occhi accesi di passione. Ma anche
le sigle sulla tuta da ciclista: l’arcobaleno della pace, il logo dei no tav, il
“non dal Molin”, esperienze contemporanee di lotta di popolo – contro le
discariche e gli inceneritori, contro la costruzione di basi militari, per la
riconversione delle fabbriche di armi - che si ricongiungono a quelle del
passato collettivo e personale di Tony militante di lotta continua.
“Questo ragazzo mi seduce", ha detto il Vescovo Nogaro incontrandolo. “Questi
giovani che si impegnano sono le speranze, i fiori, lui una stella alpina…
Trovare chi pensa agli altri è un miracolo”. Insieme al Vescovo, il fratello di
Tony, il padre sacramentino Pierangelo, e un gruppo di amici.
Piccole e grandi rivoluzioni si intrecciano in questa esperienza: muoversi in
bicicletta sulle tracce di tanti uomini e donne, grandi e piccoli, straordinari
e comuni, spinti tutti dal desiderio di migliorare i problemi dell’uomo e di
proteggere la terra. Il viaggio continua e in ogni tappa c’è un bagaglio che si
alleggerisce di doni e di testimonianze, e si arricchisce di incontri e
speranze.