8 marzo: valori in crisi? |
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Se l8 marzo gruppi di donne lo festeggiano in ristoranti e pizzerie per una chiacchierata salutare, altri gruppi di donne si incontrano in locali che propongono piccole e grande trasgressioni, anche striptease maschili, o, in abbigliamento stravagante, tirano a fare giorno in affollate e rumorose discoteche. Come appaiono lontani gli impegnati 8 marzo degli anni 60-70 ! Le nostre giovani alunne arrivavano a scuola marzo stringendo nervosamente tra le mani un mazzetto di mimosa, determinate a sfidare anche la canzonatura ed il sorrisetto di compatimento gli sciocchi sono sempre esistiti!- pur di rivendicare la loro voglia di porsi accanto agli uomini, ed anche contro di essi, per la loro capacità di spendere, in piena parità e dignità, le loro risorse professionali, amministrative, gestionali. E quelle loro lontane battaglie hanno oggi portato a più diritti dei lavoratori con prole, a più facilitazioni alle mamme ed ai papà quando desiderano o debbono accudire i propri bambini, alle donne vigili urbani, alle donne poliziotto, alle donne soldato, anche top gun, a vivere nella famiglia con rapporti mutati con il marito o compagno, oggi sempre più disponibile e capace di destreggiarsi con i pannolini e tra i fornelli. Lontane appaiono anche le tante battaglie contro la donna bambola, la donna oggetto, la donna sexi, vincente per le sue seduzioni. Oggi -plagiate dalla rappresentazione fatta quotidianamente dai mass media che mostrano donne di successo con un corpo sempre più nudo, perfetto, virtuale, standardizzato- imperano seni, gambe, pance e sederi scoperti, reggiseno che tira su, calze che tirano su, vestiti che mostrano su e giù, ginnastiche e diete massacranti capaci di far "tenere" la linea oggi di moda. Sembra che poco importa se tutto ciò viola ed offende la loro femminilità e mette in nessun conto i valori posseduti e condivisibili. Tutto ciò è dovuto ad una crisi di valori o al non riuscire a trovare una propria dimensione nella società e nella famiglia scaturite da quelle lotte? articolo foto e illustrazione di Lorenzo Di
Donato |