Giornate di Primavera del FAI
Caserta e provincia - 22 e 23 marzo 2025
Comunicato stampa
Sabato 22 e domenica 23 marzo 2025 tornano le Giornate di Primavera del FAI
- Fondo per l'Ambiente Italiano: un'occasione unica per scoprire e
riscoprire l’eccezionale varietà del patrimonio culturale e paesaggistico
italiano, in particolare di luoghi solitamente chiusi al pubblico.
Saranno
visitabili in tutta l’Umbria ville e parchi storici, chiese, palazzi e
residenze signorili, castelli e monumenti, aree archeologiche, teatri e
musei solitamente non accessibili, attraverso lo sguardo curioso e
originale dei giovani volontari del FAI.
Per maggiori informazioni:
fondoambiente.it
Aversa
Chiesa Della Maddalena e
Chiostro di San Bernardino
Orari
- Sabato: 10:00 - 14:00 /
16:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
-
Il complesso
storico della Maddalena sorge ad Aversa ai confini con il limitrofo Comune di
Lusciano
Il complesso della Maddalena fu fondato dal 1269 per volere del re
Carlo I d'Angiò all'esterno delle mura di Aversa, nei pressi dell'antica porta
San Nicola. La destinazione iniziale della struttura era di tipo assistenziale.
Il complesso era gestito dai Cavalieri Ospitalieri dell'Ordine di San Giovanni.
Dopo oltre 150 anni dalla fondazione, nel 1420 l'ospedale fu dismesso e
trasferito nel convento di S. Eligio. Vi si insediarono i Frati Minori
conventuali, lo ampliarono e trasformarono in convento francescano. Nel 1430 il
nobile aversano Jacopo Scaglione fece costruire il chiostro. I frati restarono
fino al 1813 quando l'edificio fu destinato a "Reale Ospedale dei Matti" per
decreto di Gioacchino Murat, durante il cosiddetto decennio francese.
Il
Chiostro del convento francescano è detto "di San Bernardino". Fu
successivamente ampliato, nel corso del XVI secolo, dal francescano Angelo
Orabona, che vi aggiunse dei corridoi interni ed il pozzo centrale in marmo, con
lo stemma del suo casato rappresentato da una cicogna. La struttura del Chiostro
è in pietra grigia (piperno), con pilastri che sorreggono archi a tutto sesto.
Il portico è coperto da volte a crociera decorate con motivi a grottesca,
ricorrenti nella pittura rinascimentale: si distinguono putti, animali, figure
alate, che incorniciano medaglioni con ritratti di francescani, monaci, suore,
santi e beati. Le lunette raffigurano episodi della vita di S. Francesco. Di
particolare rilievo il vestibolo di raccordo tra la Chiesa e il Chiostro, nei
cui affreschi si individua l'iconografia di S. Maria Maddalena, attorniata da
medaglioni con ritratti di personaggi connessi al mondo francescano: la regina
Sancha di Maiorca, Fra' Pacifico, Antonio de Guevara, frate Matteo da Bascio ed
il beato Amedeo da Silva. Adiacente al Chiostro è la Chiesa ad un'unica navata e
si conclude con un breve transetto formato da due cappelle laterali e una terza
che costituisce l'abside. Su un alto tamburo si erge la cupola di impronta
brunelleschiana.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Dal Chiostro
riccamente decorato e affrescato si potrà ammirare, seppure a distanza,
l'interno della Chiesa in via di restauro. Novità di quest'anno Mostra
fotografica, artistica e performance teatrale
Visite a cura di : SCUOLE AVERSA IIS liceo artistico
Leonardo da Vinci, Liceo Jommelli, Liceo Fermi, Liceo Siani
EX OPG
Orari
- Sabato: 10:00 - 14:00 / 16:00 - 18:00 (ultimo ingresso
17:30)
- Domenica: 10:00 - 14:00 / 16:00 - 18:00 (ultimo inresso 17:30)
Durata visita
Il bene si trova nei pressi della Chiesa di S.Rocco e del parco
Pozzi unico polmone verde della zona.
L'OPG di AVERSA è stato il primo
manicomio criminale d'Italia ed è nato nel 1876. Fu trasformato in OPG dopo la
soppressione dei manicomi ed ha cessato di esistere nel 2016 quando è stata
disposta la chiusura di questi istituti. Ad oggi lo OPG è stato trasformato in
carcere di reclusione. La struttura è sorta all'interno di un convento
cinquecentesco.
Caratteristico edificio cinquecentesco esternamente si
presenta sobrio con finestre ad edicola e bugnato al piano terra nei colori
grigio e bianco. Al centro si nota uno stemma nobiliare. L'interno presenta un
caratteristico scalone rivestito in marmo. Nacque come sezione per maniaci
inizialmente diretta da Gaspare Virgilio e successivamente da Filippo Saporito.
I più celebri criminali del manicomio di AVERSA sono stati Leonarda Cianciulli,
la saponifrice di Correggio che uccise tre donne come sacrificio alla Madonna.
La sua perizia psichiatrica venne eseguita dal professore Filippo saporito
all'interno del manicomio di AVERSA. A seguire, Franco Percoco, detto anche il
mostro di Bari, Andrea Rea detto il mosso di Posillipo. Al primo piano della
struttura c'è un museo dove si trovano oggetti passati utilizzati per le cure
psichiatriche oltre che dipinti rappresentanti liquidità tosta inquietante stato
della psiche umana.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Il Museo
Criminologico rivela le storie incredibili dei matti e tutta una serie di
attrezzature e strumentazioni originali utilizzate nel corso degli anni per la
cura dei malati mentali.
Visite a cura di
Caserta
Chiesa di Sant'Elena, Largo Sant'Elena, 1,
Orari
-
Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
- Domenica:
09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
Durata visita
In caso di particolare affluenza l’ingresso al
luogo potrebbe non essere garantito.
La prima fase dello sviluppo urbanistico
della Città di Caserta avviene nel XV Sec. con i Conti della Ratta, quando nel
1407 il mercato venne spostato da Casertavecchia al villaggio Torre,
incentivando lo sviluppo dell'area circostante, costituita dall'impianto
medioevale dell'attuale via Mazzini con il convento di S. Agostino.
Successivamente, nel periodo che va dal 1509 – 1634, i Principi Acquaviva
ampliano l'originario palazzo della Ratta e realizzano i palazzi della Catena e
del Forno al Mercato, la cappella San Giovanni e il convento del Carmine, in
adiacenza all'Annunziata, ubicando le p
L'Augustissima Compagnia della
Disciplina della Santa Croce, una delle più antiche arciconfraternite laiche di
Napoli, fu istituita nel 1290, mentre a Caserta si hanno notizie soltanto quando
la Chiesa post-tridentina incentivò l'attività laica per aiutare poveri e
bisognosi. La Compagnia della Croce è documentata nella chiesa di Sant'Agostino
di Torre (poi Caserta) dal primo decennio del Seicento, mentre risale al 16
dicembre 1612 il Privilegio e Regio exequatur che la autorizzava a erigere un
Monte o Banco pubblico senza fine di lucro, analogo al Monte della Pietà di
Napoli. Tra il 1627 ed il 1648 vene edificata la nuova cappella, che aveva
l'icona raffigurante il Mistero dell'invenzione della Santa Croce ad opera di
Sant'Elena, il Monte era ubicato in un locale attiguo indipendente.
La
facciata, in stile neoclassico, è delimitata da un sistema di paraste
tuscaniche, articolate mediante l'iterazione dell'elemento decorativo secondo
una sequenza sincopata negli elementi di chiusura. Lo spazio centrale, accoglie
in un'unica partizione il portale e la finestra a esso sovrapposta; il sistema è
concluso da una trabeazione, distaccata dai capitelli delle paraste; sopra di
essa s'imposta un classico timpano triangolare. In aderenza alla facciata,
separato da essa mediante una scalanatura nella superficie muraria, è collocato
il campanile, impostato su due livelli definiti da robusti marcapiani e concluso
da un cupolino a curvatura convessa, assolutamente inconsueto nell'area
casertana. La cappella, ad aula unica di forma tendente al quadrato, ha una
dimensione limitata (circa sei metri per sei) con uno spazio absidale
rettangolare sopraelevato di un gradino, le mura di fondo ai lati dell'altare
sono inclinate verso l'altare maggiore, accorgimento accentuato dal profondo
arco a botte con lacunari trapezoidali disegnati con lo stucco, convergenti
verso la sommità dell'arco della cornice che circondava il quadro di S.Elena;
con cantoria soprapposta al portale d'ingresso,è attualmente coperta da un
solaio piano, che ha sostituito il preesistente cassettonato.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
La chiesa di
Sant'Elena, prediletta da Luigi Vanvitelli in quanto abitava nel contiguo
edificio durante la costruzione della Reggia, è stata oggetto di un recente
intervento di restauro che l'ha restituita al culto dopo circa cinquant'anni. La
sua riapertura consente di far conoscere un ulteriore tassello della città,
soprattutto dell'area della Santella che ha avuto una intensa attività
produttiva di "supporto" alla costruzione della Reggia. Durante la visita sarà
possibile visitare la cripta dove tra gli altri è sepolto il capo mastro di
Luigi Vanvitelli, Pietro Bernasconi.
Visite a cura di
Chiesa S. Pietro
Apostolo, Via San Pietro,
Orari
- Sabato: 09:30 - 13:30 /
15:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:30)
- Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:00 -
18:00 (ultimo ingresso 17:30)
Durata visita
In caso di particolare affluenza l’ingresso al
luogo potrebbe non essere garantito.
La chiesa di S. Pietro Apostolo risale
all'XI secolo ed è menzionata sia nella Bolla vescovile di Senne, del 1113, che
in quella papale di Alessandro III, del 1178, i principali documenti della
storia medievale della Diocesi di Caserta. La chiesa è stata oggetto di un
restauro che, iniziato nel 2005, ha condotto all'inaugurazione e alla riapertura
il 29 giugno 2019.Il lavoro decennale ha restituito alla Caserta in pianura uno
dei luoghi medievali più interessanti ed è riuscito a coniugare esigenze di
conservazione valorizzazione e funzione d'uso.
La probabile edificazione
dell'edificio risale tra la fine dell'XI inizi XII sec. Sin dalla fondazione la
chiesa ebbe navata unica,a questa fase inizia risale anche il paramento murario
esterno e la monofora della parete Sud della chiesa probabilmente il soffitto
era piano o con capriata lignea in vista, il piano di calpestio è situato ad una
quota inferiore rispetto alla quota interna dell'attuale chiesa Settecentesca,
con abside ed un piccolo altare in muratura coevo.Nel XVIII sec. la chiesa
subisce un ampliamento plani-altimetrico verso Via San Pietro, viene costruito
l'attuale ingresso e nell'aula delle assemblee viene realizzata una
controsoffittatura a volta con lunette,"incannucciata", dove sono comprese le
finestre. L'abside viene conservato e ampliato in altezza.
L'aula delle
assemblee dell'impianto medioevale è di forma rettangolare ed ha dimensioni pari
ad 11.30 x 5.10 mt, il piano di calpestio è situato ad una quota di - 1.55 mt
rispetto alla quota interna della chiesa, l'abside è sopraelevato di due
gradini, dove è situato un piccolo altare in muratura di dimensioni 0.70 x 1.55
x 1.11 mt; sul prospetto laterale destro dell'impianto medioevale della chiesa
vi sono un piccolo ingresso di larghezza pari a 1.10 mt ed una monofora . Lungo
le pareti interne della muratura di impianto medioevale, nella parte
basamentale, sono state rinvenute diverse decorazioni, che sia per la tecnica di
rappresentazione che per le raffigurazioni, è possibile attribuirle a due
distinti periodi: il primo risalente alla fondazione della chiesa e quindi
all'anno 1000 ed il secondo alla fine del 1400. Le decorazioni dell' XI - XII
sec. presenti sulle varie partizioni murarie sono varie e pregiate, a queste si
aggiungono quelle datate intorno al XV se., quattro figure, di cui soltanto la
prima è a grandezza intera in quanto le altre sono state "tagliate" durante i
lavori di ampliamento della chiesa in epoca settecentesca:1)il committente
Francesco de Lucca 2) San Sebastiano,nella "classica" rappresentazione
iconografica 3) un prelato e un santo non riconoscibili
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
La visita
durante le Giornate FAI di Primavera vi permetterà di scoprire un piccola
chiesetta , sconosciuta a molti ma ricca di affreschi, situata nel centro di
Caserta, a pochi passi dalla Real Vaccheria Borbonica.
Visite a cura di
Palazzo della Prefettura,
Piazza della Prefettura
Orari
- Sabato: 09:30 - 13:30
(ultimo ingresso 13:00)
- Domenica: 09:30 - 13:30 (ultimo ingresso 13:00)
Durata visita
Palazzo Acquaviva è uno degli edifici
più antichi e rappresentativi della città di Caserta. E' stato la residenza dei
conti e dei principi di Caserta, dagli inizi del Trecento fino al 1749 poi, con
la vendita del feudo di Caserta a Carlo di Borbone da parte del principe
Michelangelo Caetani di Sermoneta (1750), è stato utilizzato come temporanea
dimora della corte borbonica durante la costruzione del palazzo reale. In
seguito ha ospitato scuole ed uffici amministrativi e, attualmente, vi hanno
sede gli uffici della Prefettura e della Questura.
La sua storia inizia molti
secoli fa, nel Medioevo, ed è strettamente collegata a quella del nucleo urbano
in cui venne costruito l'edificio, il casale di Torre, poi denominato
Caserta.Alla fase di declino di Caserta Vecchia iniziata nel Trecento,
corrisponde quella di crescita urbana e demografica di Torre con la costruzione
di un "palazzotto", attiguo ad una preesistente torre, da parte dei Della Ratta,
che governavano il feudo di Caserta in quel periodo.Gli Acquaviva subentrarono
nel 1509 apportando molte migliorie. Nel 1579 Caserta da Contea divenne
Principato e gli Acquaviva continuarono l'ambizioso programma di trasformarla in
una degna sede della loro corte commissionando opere artistiche ed
architettoniche ad importanti artisti, come in Palazzo Acquaviva e Palazzo al
Boschetto.
La struttura plano-volumetrica del palazzo risulta notevolmente
cambiata nel corso dei secoli, poiché nel periodo di governo degli Acquaviva
d'Aragona, a partire dal conte Baldassarre, vennero realizzati diversi
interventi, anche nei retrostanti giardini all'italiana che erano estesi fino ad
Ercole. I suoi successori, i principi Giulio Antonio ed il figlio Andrea Matteo,
commissionarono interventi anche di decorazione pittorica delle sale, poiché era
l'edificio rappresentativo dello status symbol del principato, in cui per un
periodo, nel Seicento, vennero ospitati illustri personaggi del vicereame
spagnolo. La forma originaria era forse a ferro di cavallo, con cortile
centrale, stalle al piano terra e numerose stanze al piano nobile, dotato anche
di una cappella. Nel periodo in cui governarono i Caetani di Sermoneta vi
abitarono saltuariamente, avendo affidato la gestione amministrativa a persone
del posto. Nel periodo borbonico fu aggiunto il secondo piano detto delle
cameriste. I successivi interventi sono stati molto poco rispettosi della
struttura.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
L'apertura del
Palazzo Acquaviva, rappresenta un evento straordinario, sede istituzionale non è
solitamente accessibile al pubblico.Le Giornate FAI di Primavera saranno
l'occasione per ammirare le meraviglie di questo Palazzo , le sue sale e suoi
decori, abilmente guidati da giovani Apprendisti Ciceroni.
Visite a cura di Apprendisti Ciceroni Liceo Artistico San Leucio, ITC Terra di Lavoro- Animazione Musicale, I.S.I.S. Galileo Ferraris-Accoglienza
Real Vacceria e tempietto
del SS. Sacramento, Via Eleuterio Ruggiero, 14
orari
-
Sabato: 09:30 - 13:30 (ultimo ingresso 13:00)
- Domenica: 09:30 - 13:30
(ultimo ingresso 13:00)
Durata visita
La famiglia dei Borbone acquistò lo Stato di Caserta in una realtà
piuttosto modesta sia dal punto di vista sociale che territoriale, dimensioni e
densità edilizia, il definitivo salto di qualità della "città nuova" avverrà
soltanto, nella seconda metà del XVIII secolo, con la realizzazione della
Reggia. Il casale di Aldifreda, che prende il nome da una principessa longobarda
di nome Rifredi si trova attualmente nel pieno centro di Caserta, in direzione
nord, ed è situato in adiacenza al parco della Reggia vanvitelliana.
La
Vaccheria Reale, oggi sede della Polizia di Stato, risale al 1750, anno in cui i
Borbone acquistarono il terreno dal Principe Michelangelo Gaetani di Sermoneta,
per realizzarne una stalla per 136 vacche ed una capretteria, con annessa
lavorazione di formaggi e di sostanze che venivano utilizzate nella tessitura
della seta. In merito alla progettazione dell'intero complesso risalente al
1753, rimane indiscusso l'operato dell'architetto Luigi Vanvitelli, difatti in
una lettera scritta al fratello urbano il 30 ottobre 1753, si legge ..."Questa
mattina il re è andato in giro per tutto il giardino....mi ha dato l'ordine di
fare il disegno della Vaccheria et un Caffeaus per bevere il latte in essa"...
L'edificio, a pianta semicircolare, ha il fronte principale a due piani, in
origine, il primo per uso magazzini e lattiere, il secondo per abitazione dei
vaccari e per altri impianti. La parte interna posteriore ha una forma
ellittica, dove erano situate le stalle, ed in avancorpo tra i due antichi
ingressi vi era il caffeaus, progettato da Luigi Vanvitelli per il trattenimento
della famiglia reale, con ambiente interno ellittico. L'intero complesso sarà
modificato ad Ospedale Militare con Sovrano Rescritto del 31 ottobre 1850 N°
4100. Il Tempietto del SS. Sacramento, situato nel cortile, fu costruito quando
la Real Vaccheria aveva cessato la sua attività, sopraelevato rispetto alla
quota del cortile, fu costruito come un tempio greco assemblando i blocchi di
pietra senza l'utilizzo di leganti. La cupoletta, all'interno, è affrescata con
una rappresentazione raffigurante la "Incoronazione della SS. Vergine con coro
di Angeli ed altri accessori" del pittore Gennaro Maldarelli.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
La Real
Vaccheria ed il Tempietto del SS Sacramento, attualmente, sono parte integrante
della Scuola Agenti Polizia di Stato, quindi è un luogo normalmente non
fruibile. L'apertura tende quindi a far conoscere un una parte della città, che
nasce come attività produttiva di "supporto" alla Reggia e che negli anni ha
avuto diverse destinazioni d'uso. Durante la visita sarà possibile ammirare nel
locale della ex polveriera alcuni cimeli della Polizia di Stato.
Visite a cura di Apprendisti Ciceroni Istituto Salesiano "
Sacro Cuore di Maria" Caserta
Palazzo al boschetto, Via
Passionisti
Orari
- Sabato: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:00
(ultimo ingresso 17:30)
- Domenica: 09:30 - 13:30 / 15:00 - 18:00 (ultimo
ingresso 17:30)
Durata visita
Ubicato al limite della proprietà feudale, Palazzo al Boschetto
era una residenza suburbana, la faccaita principale è costeggiata dall'attuale
via Passionisti che conduce fino ad casale di Ercole,oggi frazione di
Caserta.Dei Palazzi costruiti per ampliare il casale di Torre, poi Caserta,
Palazzo al Boschetto è forse l'unico a conservare ancora abbastanza integra la
sua struttura originaria.
Il palazzo fu costruito agli inizi del 1600 da
Andrea Matteo Acquaviva d'Aragona, secondo principe di Caserta, su progetto
dell'architetto toscano Giovanni Antonio Dosio.Ultimo discendete maschile della
famiglia Acquaviva che governò il feudo di Caserta dal 1509 al 1634, incentivò
lo sviluppo architettonico del casale Torre inizialmente dipendente da Caserta
sul monte Casertavecchia, per renderlo degna sede della sua corte. Oltre al
Palazzo Acquaviva ubicato a Piazza Vanvitelli fu realizzato anche Palazzo al
Boschetto La Pernesta( attuale Castelluccia ) ed il Belvedere di S. Leucio. Il
nome del palazzo è legato alla presenza di giardini abbelliti con statue e
fontane, teatro e labirinto, il grottone e una zona a bosco( nemus).
Palazzo
al Boschetto è costituito da due corpi di fabbrica a due piani fuori terra,
originariamente collegati tra loro che determinano una forma planimetrica
asimmetrica con al centro il cortile. Gli ambienti del piano terra, vestibolo
,sala ricevimenti,atrio ecc., conservano ancora un ciclo di affreschi in cui
ritroviamo temi mitologici e biblici realizzati dal pittore fiorentino Camillo
Spallucci.Il pittore di origine fiamminga o francese , Agostino Pussè nel 1611
completò la decorazione pittorica del palazzo.I giardini, ormai scomparsi poichè
distrutti in periodo borbonico, ebbero la tipica struttura del giardino
"all'italiana". Ciò dimostra che anche alla corte degli Acquaviva di Caserta si
seguiva la moda del tempo, quindi utilizzare l'arte come sistema di propaganda
del potere politico.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Questa apertura
straordinaria vi permetterà di passeggiare all'interno della storia per
conoscere ancora meglio gli angoli nascosti e limitrofi alla Reggia di Caserta
Visite a cura di Apprendisti Ciceroni Liceo
Classico-Scientifico " Pietro Giannone di Caserta,
Riardo
Parco Sorgenti Ferrarelle
di RIardo, Contrada Ferrarelle snc
Orari
- Sabato: 09:30 -
17:00 (ultimo ingresso 16:00)
Note: Turni di visita ogni 45 minuti, gruppo di
massimo 20-25 persone.
Note per la visita
Un impegno che si concretizza attraverso opere di restauro di
manufatti architettonici di pregio e interventi sulla vegetazione e
l'agricoltura. All'interno del Parco Sorgenti di Riardo (dove ha origine la
naturale effervescenza di Ferrarelle), Ferrarelle ha fondato la società Masseria
delle Sorgenti, azienda agricola che coltiva in regime di agricoltura biologica.
L'azienda agricola Masseria delle Sorgenti ha la sua dimora all' interno della
Masseria Mozzi le cui origini si perdono nella storia fin dal Medioevo.
Le
terre, a quel tempo possedimenti agricoli dei Monaci benedettini dell'Abbazia
della Ferrara, erano meta del soggiorno estivo dei monaci, che qui vi trovavano
frescura nei mesi più caldi e un terreno particolarmente fertile e ricco di sali
minerali per l'agricoltura. Sono proprio i monaci a dare il nome "Le Ferrarelle"
a quei luoghi disseminati di fonti d'acqua di origine vulcanica.
Le terre, a
quel tempo possedimenti agricoli dei Monaci benedettini dell'Abbazia della
Ferrara, erano meta del soggiorno estivo dei monaci, che qui vi trovavano
frescura nei mesi più caldi e un terreno particolarmente fertile e ricco di sali
minerali per l'agricoltura. Sono proprio i monaci a dare il nome "Le Ferrarelle"
a quei luoghi disseminati di fonti d'acqua di origine vulcanica.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
La Masseria
vuole continuare a svolgere il proprio ruolo nel territorio, migliorando
continuamente i propri standard produttivi e la sostenibilità delle proprie
attività. Inoltre, l'ambizione del progetto porta a rappresentare un esempio
virtuoso delle buone pratiche agricole per le altre aziende locali. In questo
modo puntiamo a creare una rete di imprese che tutelano e valorizzano il
patrimonio unico a nostra disposizione. Il Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo è
patrocinato dal FAI, che ne tutela lo straordinario contesto paesaggistico e
architettonico. Un paradiso tutto naturale per custodire le fonti delle acque
minerali Ferrarelle, Natìa, Santagata e Roccamonfina. All'interno del Parco
Sorgenti di Riardo (dove ha origine la naturale effervescenza di Ferrarelle),
Ferrarelle ha fondato la società Masseria delle Sorgenti, azienda agricola che
coltiva in regime di agricoltura biologica. E' possibile inoltre pranzare presso
l'agriturismo Masseria Mozzi, previa prenotazione telefonica al numero
3454138940 dalle ore 10.00 dal lunedì al venerdì e dalle 10.00 alle 17.00 il
sabato e la domenica. Testo scritto da Delegazione FAI di Caserta
Visite a cura di
Maddaloni
Preview Festival Ama,
Piazza Matteotti
Orari
Sabato: 13:30 - 13:00 (ultimo
ingresso 13:00)
Durata visita 50 minuti
Luogo accessibile. Ingresso
dedicato agli iscritti Fai con possibilità di iscriversi in loco
In caso di
particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito.
In
attesa dell'inaugurazione ufficiale del 28 marzo, questa previw riservata agli
Iscritti FAI rappresenta un'anticipazione esclusiva di un viaggio immersivo tra
storia architettura e arte contemporanea.
I partecipanti avranno
l'opportunità di vivere un'esperienza unica, in cui arte, storia e architettura
si intrecciano in un itinerario suggestivo tra memoria e innovazione.
Il
percorso prende il via da Piazza Matteotti, con l'opera Senza riparo di
Francisco Bosoletti, artista argentino noto per la sua street art. simbolica e
introspettiva.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Il percorso
prende il via da Piazza Matteotti, con l'opera Senza riparo di Francisco
Bosoletti, artista argentino noto per la sua street art simbolica e
introspettiva. Si prosegue con la visita alla suggestiva Chiesa di San Giovanni
Battista e al suo antico ipogeo, per poi giungere al Convitto Nazionale Statale
Giordano Bruno di Maddaloni, che custodisce la straordinaria tela a trompe-l'œil
più grande al mondo: un capolavoro monumentale di 75 metri di lunghezza per 720
mq, realizzato dai fratelli Funaro intorno al 1756. Testo scritto da DELEGAZIONE
FAI DI CASERTA
Visite a cura di Volontari FAI
Presenzano
Centrale Edison, Località
Frasseto - Strada Vicinale Pratole snc,
Orari
- Sabato:
09:30 - 13:00 / 15:00 - 17:30
Note: Ultimo turno del mattino alle 12.30.
Gruppi di visita da 30 persone massimo.
Note per la visita
La centrale a
ciclo combinato Flavio Crescentini di Presenzano (CE) realizzata da Edison è
entrata in marcia commerciale nel 2024 ed è, insieme alla centrale di Marghera
Levante, tra gli impianti termoelettrici a gas naturale più avanzati e più
efficienti al mondo, sia dal punto di vista tecnologico che dei materiali
utilizzati.
La centrale utilizza una turbina a gas naturale ad alta
efficienza GT36 di classe H, sviluppata da Ansaldo Energia, che permette di
ottenere un'efficienza energetica totale pari a circa il 63%, una delle più alte
in Europa e la più alta in Italia, assicurando una riduzione delle emissioni
specifiche di anidride carbonica fino al 30% rispetto alla media dell'attuale
parco termoelettrico italiano. Inoltre, la centrale ha prestazioni ambientali
molto elevate garantendo emissioni di ossidi di azoto (NOx) inferiori di oltre
il 60% rispetto ad impianti esistenti di taglia analoga, nonché un limitato
utilizzo delle risorse idriche grazie all'adozione di sistemi di raffreddamento
ad aria.
Con circa 770 MW di potenza elettrica, il nuovo impianto è in grado
di soddisfare il fabbisogno annuale equivalente di oltre 1.500.000 famiglie,
simile a quello di una città come Roma. Grazie alla tecnologia italiana di
Ansaldo Energia, l'impianto ha una turbina già adatta e pronta per l'utilizzo
dell'idrogeno come combustibile. Durante i lavori per la realizzazione della
centrale, nel corso delle fasi di scavo che hanno interessato l'area ed i
tracciati del metanodotto e dell'elettrodotto, sono stati rinvenuti diversi
reperti archeologici risalenti sia all'età del bronzo che al periodo tra il VI
ed il V secolo a.C. La raccolta, la catalogazione e il restauro, sono stati
curati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province
di Caserta e Benevento. Alcuni di questi ritrovamenti, sono stati collocati
all'interno della centrale in uno spazio ad essi dedicato a favore delle visite
e della memoria di un territorio ricco di storia.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Durante la
visita alla Centrale di Presenzano, potrai ammirare i reperti archeologici
dell'area e accedere alla Sala Controllo, il cuore dell'impianto, dove vengono
gestite le operazioni e monitorata la produzione di energia. Scoprirai il
funzionamento della linea elettrica ad alta tensione (400 kV) e il sistema di
aspirazione dell'aria delle turbine a gas (TG), essenziale per la loro
efficienza. Ti verranno spiegati i processi di combustione e scarico fumi, con
un focus sui sistemi di controllo delle emissioni. Visiterai anche la stazione
del gas naturale, il condensatore ad aria per il raffreddamento, le aree di
manutenzione e i serbatoi d'acqua. Infine, approfondirai il sistema di
trattamento delle acque (Demi), che garantisce la purezza dell'acqua utilizzata.
Un'occasione unica per scoprire come tecnologia e sostenibilità si uniscono
nella produzione di energia.
Visite a cura di personale Edison