Una strana gioia di vivere: omaggio a Massimo De Simone
Caserta, 15 gennaio 2010
Comunicato stampa
Venerdì 15 gennaio 2010, alle ore 19.00, presso OfCA (Officina
Cutillo Architetti, via Cesare Battisti 76, Caserta), serata evento in
ricordo di Massimo De Simone, famoso gallerista casertano che " il vuoto
colorava d’arte".
Durante la serata la poetessa Maria Grazia Calandrone leggerà alcune delle
sue poesie e saranno proiettati filmati originali di Tano Festa e Franco
Angeli, oltre video curati da Sara De Simone.
Saranno esposte (solo in occasione dell'evento del 15 gennaio), opere di
proprietà dello Studio Oggetto, realizzate dagli artisti: Man Ray, Del
Pezzo, Paladino, Schifano, Arman, Tapies, Boetti, Angeli, Festa, Kounellis,
Beuys, Pistoletto, Chiari, Rotella, Viparelli, Donzelli, Del Donno, Marello,
Tariello e foto di Fabio Donato, oltre "appunti fotografici" di Alessandro
Manna.
Massimo De Simone
Sono trascorsi quaranta anni da quando nel 1969 Massimo De Simone
iniziava la sua attività di gallerista a Caserta e inseriva la città in uno
spazio internazionale con lo Studio Oggetto, proponendo giovani artisti come
Paladino ed Esposito e facendo conoscere i maestri della Pop Art americana.
All’inizio degli anni ’80 Massimo De Simone pubblica anche “Drive in”,
rivista di arte contemporanea attenta anche ai fenomeni della
post-avanguardia teatrale e dei nuovi media e propone un ciclo di personali
di grandi artisti come Schifano, Festa, Angeli, Beuys ed autori affermatisi
nel corso degli anni Settanta, come Donzelli, De Filippi, Gallingani,
Conenna, Carnemolla, Barni, Parisot e a nuove realtà degli anni Ottanta,
come Haka, Martino, Tariello, Guerresi, Casciello, Mafonso, Zevola, Santolo.
Nel frattempo lavora sulle avanguardie storiche, con particolare attenzione
a Man Ray e Duchamp.
E’ nel corso degli anni Ottanta che Massimo De Simone realizza mostre di
alto profilo con l’Istituto Grenoble di Napoli, in collaborazione con il
Ministero della Cultura francese, come le personali di Max Jacob, André
Masson, Amedeo Modigliani, la rassegna sull’Ecole de Paris e mostre di
giovani artisti francesi. Da questa collaborazione nasce anche l’esposizione
fotografica “Versailles-Caserta. Le due Regge”, come testimonianza di un
gemellaggio culturale.
Nell’autunno del 1987 nasce lo Studio Oggetto di Milano con le mostre di
Joseph Beuys, Man Ray e Marcel Duchamp, continuando poi lungo le tappe
decisive dei linguaggi del Dadaismo, di Fluxus, dell’Arte Concettuale, della
Minimal Art, del Narrative, delle Mitologie Individuali, della Subway Art,
del Wiener Aktionismus, dell’Arte Povera, della Media Culture, dei linguaggi
in America, nelle due mostre “Dall’Est all’Ovest e ritorno” e “Teorici
Americani”, della Nuova Scultura Inglese, di Bernar Venet, di Maurizio
Cattelan e di altri giovani artisti italiani neo-concettuali, come Tozzi,
Viel, Vitone, Formento e Sossella. Dopo cinque anni lo Studio Oggetto trova
nella prestigiosa sede di Foro Buonaparte a Milano, inaugurata con la
personale di Giuseppe Chiari, uno spazio espositivo che per le imponenti
dimensioni e per la qualità delle proposte diventa un nodo cruciale dei
percorsi artistici non solo milanesi ma in buona parte europei.
L’esperienza milanese procede di pari passo con un’attività altrettanto
intensa a Caserta, con la realizzazione di mostre, oltre che in galleria,
anche in prestigiosi spazi pubblici, come il Belvedere Reale di San Leucio,
il Palazzo dei Vescovi di Casertavecchia e il Palazzo Monte dei Pegni di
Marcianise, attuale sede universitaria. Massimo De Simone organizza mostre
personali di artisti come Franco Angeli, Mario Schifano, Tommaso Cascella,
Giuseppe Chiari, Antonio Del Donno, ma anche esposizioni collettive sui
caffè letterari, mostre di poesia visiva e rassegne di prestigio curate da
critici nazionali e internazionali, come Achille Bonito Oliva e Filiberto
Menna.
Maria Grazia Calandrone (Milano 1964, vive a Roma)
Libri
“Pietra di paragone” (Tracce, 1998, edizione-premio Nuove Scrittrici), “La
scimmia randagia” (Crocetti, 2003 – premio Pasolini opera prima), “Come per
mezzo di una briglia ardente” (Atelier, 2005) “La macchina responsabile”
(Crocetti, 2007 – II premio San Giuliano, finalista premio Mario Luzi).
Antologie
“Illustrazioni” in “7 poeti del Premio Montale 1993″ (Scheiwiller, 1994),
“La realidad en la palabra” (Editorial Brujas, Argentina, 2005), “Almanacco
dello Specchio 2006″ (Mondadori, 2006), “Nono quaderno italiano di poesia
contemporanea” (Marcos y Marcos, 2007), “Caminos del agua” (Monte Avila
Latinoamericanas, 2008).
Riviste
“Poesia”, “Nuovi Argomenti”, “Le Fram” (Belgique, 1999), “Gradiva”
(University of New York, 2006), “ProFemina” (Republike Srbije, 2008),
“Luvina” (México, 2008), “Manuales de instrucciones, 3” (Madrid, 2009).
Ha riscritto testi del persiano Hafez per “Il porto di Toledo” e dello
spagnolo Ramiro Fonte per 10/10.
Opere teatrali
“Deposizione” (per Roberto Corradino), “Alla sua ultima musa” (per Sonia
Bergamasco) e “Gernika” (per la compagnia internazionale “Théatre en vol”).
Testi per musica
“Quest’arietta” (lied d’amore_voce: Daniela Giordano, Modena, Teatro
Cittadella, 1998) e “Oratorio dei falchi” (voce: Silvana Licursi, Napoli,
Museo San Martino, 1999) per la regia di Renato Carpentieri su musiche di
Nicolò Casu.
Per Radio 3 ha interpretato “Il desiderio preso per la coda” di Picasso e ha
condotto a puntate il suo programma “Poesia sulla guerra civile spagnola”.
Partecipa dal 1993 ai più rilevanti Festival nazionali e internazionali e
dal 2008 porta in scena in Italia e in Europa con il compositore Stefano
Savi Scarponi il video concerto, per vivavox & electronics, “Senza
bagaglio”, finalista al RomaEuropa Festival.
Sara De Simone (Caserta, 1987, vive a Roma)
Laureata in Filologia Romanza, è documentarista. Ha realizzato il
documentario “Ma non saremo che noi stessi ancora” (2009_Italia), un
video-reading sull’opera poetica di Sandro Penna. Sta curando il progetto
“Diversi poeti” (una serie di documentari su dieci poeti italiani
contemporanei) e “Estasi” (studio visivo sul misticismo).