Collettiva "Aniconico su Carta"
Bellona (CE), dal 24 Giugno al 15 luglio 2008
Comunicato stampa
Proseguono i percorsi dell'astrattismo in Campania, organizzati da Carlo
Roberto Sciascia in Campania, in una mostra collettiva curata da Giovanni
Vinciguerra "Aniconico su Carta"
La mostra, allestita dal Comune di Bellona nella sede della Biblioteca
Comunale, propone opere dei sei massimi artisti astrattisti della Campania:
Antonio Auriemma, Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero,
Giovanni Ferrenti, Enea Mancino
Inaugurazione: martedì 24 giugno - ore 19.00 a Bellona. Interventi
di: Giorgio Agnisola, Franco Lista, Carlo Roberto Sciascia.
Presenzieranno: il Sindaco di Bellona dott. Giancarlo Della Cioppa,
l'Assessore alla Cultura prof. Arianna Di Giovanni ed il direttore di Arte
Vinciguerra dott. Giovanni Vinciguerra, curatore della mostra
Patrocinio: Comune di Bellona, Galleria Arte Vinciguerra, Associazione
Culturale Ars Supra Partes
Martedì 24 giugno, alle ore 19.00, avrà luogo la cerimonia di inaugurazione
alla quale presenziano il Sindaco di Bellona CE dott. Giancarlo Della Cioppa,
l'Assessore alla Cultura Prof. Arianna Di Giovanni ed il direttore di Arte
Vinciguerra dott. Giovanni Vinciguerra; sono previsti interventi di Giorgio
Agnisola, Franco Lista, Carlo Roberto Sciascia.
Antonio Auriemma, Renato Barisani, Gianni De Tora, Carmine Di Ruggiero,
Giovanni Ferrenti, Enea Mancino sono i sei maggiori astrattisti della
Campania, le cui opere saranno esposte presso la Biblioteca Comunale di
Bellona in una mostra collettiva dal titolo "Aniconico su Carta", curata da
Giovanni Vinciguerra e organizzata dal Comune di Bellona con la
collaborazione della Galleria Arte Vinciguerra e dell'Associazione Culturale
Ars Supra Partes. L'evento rientra ne "I percorsi dell'Astrattismo in
Campania", curati da Carlo Roberto Sciascia.
In occasione dell'inaugurazione è stato edito un catalogo con interventi di
Giancarlo Della Coppa, Arianna Di Giovanni e Giovanni Vinciguerra, testi di
Giorgio Agnisola, Franco Lista, Carlo Roberto Sciascia e William Tode.
La mostra proseguirà fino al 15 luglio con il seguente orario:
lunedì, mercoledì e venerdì 9.00 - 13.00; martedì e giovedì 9.00 - 13.00;
15.30 - 18.00; domenica chiuso. Per informazioni: sig.ra Rosanna Di Rubbo
0823/96 55 34 - 333/71 61 004.
Orario di apertura: lunedì 8.30/12.30 - 15.30/18.30; martedì 8.30/12.30;
mercoledì 15.30/18.30; giovedì 8.30/12.30; venerdì 8.30/12.30 - 16.00/18.00;
sabato e domenica chiuso.
Astrattismo a Napoli di Carlo Roberto Sciascia
Negli anni Cinquanta Renato Barisani dà vita dà vita ad un poetica
dell'informale dalle suggestive evocazioni e, più tardi, ad un'astrazione
geometrica organica, anima vivacemente lo spazio delineando percorsi
movimentati in ritmiche evoluzioni ove anche l'asimmetria, seppur
apparentemente disarticolata, raggiunge un ordine più libero ed
incondizionato nello spazio; le superfici ideate, levigate e dai risvolti
silenziosi, entrano in intima discorsività con l'ambiente realizzando in
piena risolutezza un plastico dinamismo che si compenetra nel mondo
circostante.
Il linguaggio di Carmine Di Ruggiero gode di continui riferimenti alla
magica atmosfera di Napoli, piena di animazione e folclore, e propongono
impressioni "serbate" sia nella sua vita quotidiana, sia durante i suoi
viaggi trasferiti in un'impalpabile dimensione virtuale; con una dialettica
ricca, quelle visioni tipiche dell'astrattismo geometrico si evolvono in
strutture materiche le quali, con "graffi" segnici consunti dal tempo, e
impulsi gestuali complessi ed incisivi, si impadroniscono della superficie
plastica. Le immagini articolate, che si avvalgono di squarci di colore e di
linee scavate in uno sfondo denso per delineare il bisogno di ricollegamento
al passato da recuperare, diventano segni che incidono nel cuore tracce
indelebili e sofferte in una ricerca (quella attuale) che, non in antitesi o
contrasto con quelle degli anni precedenti, sviluppa percorsi malinconici ma
più intimi; esse si compongono delicatamente, spargendo un assorto silenzio
dal forte impatto emotivo e dalle ripercussioni psicologiche incisive in una
mirabile rarefazione sensoriale. La consistenza, abbinata al senso etereo
dello spirito ed alle percezioni più intime, entra in rapporto con il mondo
intimo e personale più segreto intraprendendo un'emozionante suggestiva
avventura spirituale.
Giovanni Ferrenti sintetizza le intense percezioni di una realtà ,
sovrapposta a quella visibile, in grado da un lato di esaltare in lui il
senso di appartenenza all'universo della natura, dall'altro di aprire mondi
sensoriali inaspettati. Le sue opere vivono intimamente ed armonicamente con
il mondo circostante in una concezione spazio temporale vibrante e si
esaltano in un vissuto senso di appartenenza all'universo ed alla natura,
aprendo mondi sensoriali inaspettati; sanno fondersi con gli interni
spaziosi, con le architetture urbane e, soprattutto, con lo sfondo di un
paesaggio naturale che ha nell'infinito il suo limite, disegnando intorno
visioni euritmiche, mentre le loro cuspidi si prolungano verso il cielo per
fendere le linee di confine tra reale e metafisico, alla ricerca di una
fusione globale del visibile all'assoluto; concentrate nella concretezza
mediana, si distendono in mirabili estensioni che prospettano da un lato il
senso della deflagrazione della materia, dall'altro il procedere
inarrestabile del tempo verso il punto di non ritorno, mentre dal loro
nucleo energetico sono evocati inquietanti eventi che si stemperano nella
levità spaziale tra gesti imperiosi ed effusione di pensiero.
Le sculture di Gianni De Tora disegnano architetture geometriche, sviluppate
in rigorose forme campite da intensi colori e da interventi segnici per una
riscoperta dei principi matematici e per giungere a realtà "altre". I
cromatismi, poi, determinano passaggi decisi e percorsi della mente, così
come è evidente. Nelle "strutture riflesse" di De Tora l'insieme si
trasforma in contrapposti elementi dal sapore energico e rilevato, che
propongono confini tra due realtà simili ma distinte, dalle quali, forse,
apprendere una verità : troppo spesso l'uomo discute per futili motivi,
senza rendersi conto di osservare tutto su un piano riflesso.
Il rigore espressivo di Enea Mancino tende ad impostare valenze
segnico-cromatiche in assetti equilibrati per meglio definire i caratteri
distintivi dei suoi lavori; la sua ricerca sul colore e sulla geometria
dell'universo si incentra sugli elementi geometrici, i quali si susseguono
euritmicamente in originali architetture dall'immediato respiro lirico e dai
luminosi richiami all'identità mediterranea con significative sequenze e
strati cromatico-espressivi dalle dimensioni controllate. Le sue opere, di
notevole sintesi formale, intendono sintetizzare un linguaggio personale per
le tracce e le vibrazioni, che le caratterizzano. La sua sintesi non è solo
formale in quanto il rigoroso segno entra in contatto con l'armonia
dell'universo, mentre le pulsioni interiori cercano un equilibrio assoluto.
L'equilibrio tonale dà corpo alle opere di Antonio Auriemma e le sospende
nel tempo e nello spazio sul filo ineffabile della percezione emozionale; i
suoi lavori, sottilmente poetici, si avvolgono di misterioso incantesimo
offrendo scenari intensi e avvincenti, ricchi di profumi e sapori
mediterranei. L'artista si avventura in visioni in bilico tra miraggi e
suggestioni, rimandi trasparenti di memorie passate, per accedere a
progressioni fantastiche e liricamente energiche in una concretizzazione di
accenni intimistici.